Impalcature montate sulle facciate di palazzi in ristrutturazione (Ansa)
Impalcature montate sulle facciate di palazzi in ristrutturazione (Ansa)

Roma, 8 novembre 2021 - Deve ancora essere scritta la parola fine sull'affaire Superbonus 110. Il testo della manovra, varata dal governo e presentata dal premier Mario Draghi a fine ottobre, non è arrivato in Parlamento, ma i partiti sono in pressing per cancellare o almeno rivedere i limiti all'incentivo per le villette. La proroga per i proprietari era saltata del tutto nella prima bozza del provvedimento per poi essere reintrodotta nel testo uscito dal Cdm, con un tetto fissato a 25mila euro di Isee per avere accesso allo sconto del 110%. Un limite che al momento resiste, come confermano fonti di governo, ma che potrebbe essere rivisto o cancellato del tutto quando si giocherà la partita degli emendamenti. 

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Cambia invece, come già emerso nei giorni scorsi, la misura sulla cessione del credito e dello sconto in fattura. La possibilità di utilizzare le due modalità, prevista in bozza solo per il Superbonus 110, sarà prorogata per tutti i bonus.

Via il tetto Isee

Come spiegato, potrebbe saltare il tetto fissato a 25mila euro di Isee per avere accesso allo sconto del 110% per quanto riguarda le case unifamiliari. Il limite era stato stabilito dalla prima versione della Manovra e aveva suscitato critiche dal mondo politico e dalle associazioni di categoria perché un tetto così basso esclude dall'accesso al bonus anche chi non è particolarmente benestante. La CNA, Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa, ha ribadito quanto "limitare la platea dei beneficiari del Superbonus 110% e depotenziare il bonus facciate" siano "in aperto contrasto con l'orientamento espansivo della manovra varata dal Governo e penalizzano soprattutto il sistema delle micro e piccole imprese". 

Da parte del mondo politico, invece, per i deputati del Movimento 5 stelle Patrizia Terzoni, Luca Sut e Riccardo Fraccaro "è molto importante che il Governo elimini già oggi nel testo che andrà in Gazzetta Ufficiale la previsione del tetto Isee e la retroattività delle comunicazioni di inizio lavori e autorizzazioni legate al Superbonus 110%". Secondo Leu, invece, "nella fase iniziale, per dare un poderoso input all'economia colpita dal Covid, ha avuto senso escludere limitazioni", ha spiegato il deputato Stefano Fassina. Ma "ora e in prospettiva - ha aggiunto -, dobbiamo evitare che ingentissime risorse pubbliche abbiano un impatto distributivo così regressivo: chi ha di più, spende di più e prende di più dal resto dei cittadini. Così, l'intervento pubblico, invece che ridurle, amplia le disuguaglianze". "Il limite Isee - ha proseguito - non ha senso introdurlo soltanto per le villette unifamiliari. E' utile, invece, innalzare il tetto di reddito per l'accesso al bonus e estendere tale tetto a tutti i fruitori del bonus, indipendentemente dalle caratteristiche dell'abitazione". 

Bonus facciate

Anche il bonus facciate ha ottenuto la proroga per il 2022, ma con una ridimensionamento. Per le spese sostenute fino al 31 dicembre di quest’anno lo sconto sull’Irpef o sull’Ires resta al 90%. Dall'anno prossimo l’incentivo scende, invece, al 60%. Il bonus finanzia gli interventi per il recupero e il restauro della facciata esterna degli edifici esistenti. Non copre, invece, i lavori per le facciate interne, se non visibili dall’esterno. Dal 2023, si torna al bonus ristrutturazioni al 50% oppure per ottenere il Superbonus ridotto del 65% bisognerà fare il 'cappotto energetico': non basterà solo tinteggiare.

Gli altri sconti 

Sono stati, invece, stabilizzati, fino al 31 dicembre 2024 gli altri incentivi che, sia pure in maniera meno generosa, sono stati utilizzati fino ad oggi per le ristrutturazioni. In particolare, la detrazione Irpef al 50% per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio (con un limite di spesa a 96mila euro), l’Ecobonus "ordinario" al 50, 65 e 70% per la riduzione del rischio sismico e per la riqualificazione energetica e, infine, il Sismabonus, anche qui con detrazioni che variano dal 50 all’85% a seconda degli interventi previsti. 
Resta in vigore per altri tre anni anche il cosiddetto "bonus verde", la detrazione Irpef al 36% fino ad un massimo di 5.000 euro sulle spese sostenute per la sistemazione a verde di aree private, comprese le pertinenze, le recinzioni, gli impianti di irrigazione, la realizzazione di pozzi, le coperture a verde e i giardini pensili.