Lunedì 20 Maggio 2024

Superbonus, governo impone stop a sconto in fattura e cessione del credito. Ecco le novità

Tajani: "C'è stata una lievitazione dei crediti senza controllo". Giorgetti: "Misura necessaria per bloccare gli effetti di una politica scellerata utilizzata anche in campagna elettorale". Sul piede di guerra le associazioni delle imprese. L'Ance: "Così si affossano famiglie e imprese"

Un palazzo in ristrutturazione con il Superbonus 110% (ImagoEconomica)

Un palazzo in ristrutturazione con il Superbonus 110% (ImagoEconomica)

Roma, 16 febbraio 2023 - Stop del governo su sconto in fattura e cessione del credito. Nuovi cambiamenti in materia di Superbonus vengono introdotti dal decreto legge approvato oggi in Consiglio dei ministri. "Dall'entrata in vigore del decreto per gli interventi legati ai bonus edilizi non potranno più essere utilizzate le opzioni dello sconto in fattura e della cessione del credito al posto della detrazione. Fanno eccezione gli interventi per cui sia già stata presentata la Cila prima dell'entrata in vigore del decreto". Questo il testo del secondo articolo del Dl 'Misure urgenti in materia di cessione di crediti d'imposta relativi agli incentivi fiscali'.

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Il vicepremier Antonio Tajani ha spiegato che il governo ha deciso di intervenire con un decreto in materia di cessione dei crediti di imposta relativa agli incentivi fiscali e "bloccare in futuro questa cessione alle Regioni e ai Comuni perché c'è stata una lievitazione dei crediti senza controllo" a causa di una "mancata pianificazione del governo precedente. Per evitare ulteriori danni al debito pubblico e cittadini è stato necessario intervenire: un'azione a tutela di imprese, cittadini e banche per impedire che una mancanza di controllo in passato provocasse danni all'economia".

L'intervento, ha spiegato il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, "è una misura di impatto ma necessaria per bloccare gli effetti di una politica scellerata utilizzata anche in campagna elettorale". Con un ammontare dei crediti arrivato a circa 110 miliardi. Una politica "che ha prodotto un beneficio per alcuni cittadini ma ha posto in carico a ciascuno italiano un onere di 2000 euro a testa" ha sottolineato Giorgetti precisando che comunque "interveniamo sulla cessione dei crediti di imposta non sul Superbonus che resta nella forma di detrazione nei cinque anni".

Il decreto chiarisce anche la responsabilità solidale dei cessionari "per eliminare le incertezze i dubbi e le riserve che hanno fatto sì che tanti intermediari evitassero di scontare i crediti". Quindi ora per Giorgetti è "fondamentale" che le banche riprendano ad acquistare i crediti. "Lo voglio dire a tutto il sistema: a questo punto vengono meno gli alibi" ha detto auspicando con le banche "un impegno ad agire di concerto per risolvere questo bubbone che si è formato per una normativa definita con leggerezza".

Sul piede di guerra le associazioni delle imprese. Per Confartigianato il blocco "coinvolge le tante imprese che, sulla base delle norme sinora vigenti, hanno effettuato investimenti ed assunzioni nella prospettiva, di primi accordi con i committenti, di poter continuare ad operare garantendo lo sconto in fattura. Con buona pace degli obiettivi green che la misura avrebbe aiutato a raggiungere".

Il CNA ha denunciato gli "8 miliardi di liquidità bloccati da mesi che mettono a rischio la sopravvivenza di 40mila imprese della filiera delle costruzioni" e ha chiesto di non fermare gli acquisti degli enti territoriali "utili per alleviare il fardello dei crediti bloccati".  Dello stesso tenore la denuncia della presidente dell'ANCE, Federica Brancaccio: "Non posso credere che il Governo pensi di fermare il processo di acquisto dei crediti da parte delle Regioni senza prima aver individuato una soluzione strutturale che eviti il tracollo".

Il governo ha comunque già assicurato che ascolterà le categorie. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha annunciato che l'esecutivo "intende aprire da subito un confronto con le associazioni" e che già "nel tardo pomeriggio di lunedì saranno convocate a Palazzo Chigi per ricevere contributi propositivi su interventi che avevano ragione di necessità ed estrema urgenza".

Critiche anche dalla politica, a partire dal M5s che tanto si è speso per il Superbonus. "È un colpo letale del governo all'edilizia", dice Giuseppe Conte. E dal Pd Stefano Bonaccini rincara: "Mandano le famiglie sul lastrico".

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