Si sente aria di fine crisi virus. E si comincia a pensare al dopo, alla ricostruzione. La prima a rompere il muro dell’austerità e del rigore è stata la Federal Reserve, la banca centrale americana, con una lunga tradizione di severità finanziaria. Ha detto, testualmente, che per l’economia ci saranno fondi illimitati. Dopo è arrivata l’Europa, che ha messo sul tavolo molti miliardi, lasciando capire che altri possono arrivare. Infine, Mario Draghi, l’uomo del rigore, l’ex guardiano della Bce, è stato ancora più chiaro: i governi devono spendere, non stiano a pensare al debito.

Insomma, i soldi non mancheranno. Ma sorge subito qualche problema. I governi e le banche centrali sono molto efficienti nel frenare le economie: basta un rialzo dei tassi di interesse e il denaro costa di più. Se ne usa meno e l’economia rallenta. Non così scorrevole la questione inversa, cioè lo stimolo. Si abbassano i tassi, ma l’economia non riparte. Gli analisti hanno coniato anche un’espressione colorita per questa situazione: "il cavallo non beve". Apri l’acqua della fontana, ma il cavallo disdegna. Analogamente: abbassi i tassi di interesse, rendi il denaro più facile, ma le cose non si muovono. Come mai? Perché entra in gioco un altro elemento: la fiducia. Gli imprenditori e le famiglie investono solo se hanno fiducia nel futuro.

Se si vuole che l’Italia e l’Europa ripartano davvero, una volta finita la crisi Coronavirus, bisognerà essere credibili. Ma questo significa sgombrare il terreno da sfaccendati e spendaccioni. Qualcuno in questi giorni sta proponendo Mario Draghi come super ministro o super commissario alla ricostruzione europea. Sarebbe una scelta perfetta. Draghi ha un’enorme credibilità in tutta Europa. Credibilità guadagnata con una gestione intelligente della Bce. Temo invece che, una volta fuori dalla crisi, si facciano avanti i soliti politici con poca competenza e tanta voglia di essere al centro delle cose. Peccato. Mario Draghi commissario alla ricostruzione europea sarebbe una scelta perfetta, la migliore possibile.