Tim conferma l’impegno sulla rete unica ma non aspetta Open Fiber. La società procede nei suoi piani, accelerando su FiberCop, il progetto di coinvestimento aperto. Dopo il via libera di Agcom, che nel frattempo avvierà una consultazione pubblica per raccogliere le posizioni degli operatori nei prossimi 30 giorni, sta prendendo forma la società che è già partita con le prime gare per la fornitura di fibra e...

Tim conferma l’impegno sulla rete unica ma non aspetta Open Fiber. La società procede nei suoi piani, accelerando su FiberCop, il progetto di coinvestimento aperto. Dopo il via libera di Agcom, che nel frattempo avvierà una consultazione pubblica per raccogliere le posizioni degli operatori nei prossimi 30 giorni, sta prendendo forma la società che è già partita con le prime gare per la fornitura di fibra e servizi.

"FiberCop - spiega l’ad Gubitosi - sarà operativa entro il primo trimestre e accelererà lo sviluppo della fibra Ftth. Il presidente sarà Massimo Sarmi. In termini di qualità e convenienza i produttori italiani di fibra sono tra i più competitivi".

La Borsa però non si sbilancia, in attesa dei conti trimestrali che il cda esaminerà l’11 novembre. "Sul terzo trimestre ci aspettiamo un trend migliore per la rete fissa (visto in calo del 6% da -9% nel secondo trimestre e -10% nel primo) - sottolineano gli analisti di Mediobanca - e un’ulteriore riduzione del debito (a 20,8 miliardi di euro).

In un contesto impegnativo, la generazione di Free cash flow nei nove mesi può sfiorare 1 miliardo di euro e la riduzione del debito è in corso (incluso il cash-in dalle transazioni Inwit)". Gli obiettivi di stabilizzazione del business hanno buone prospettive, fanno notare anche gli analisti di Equita, grazie all’opportunità offerta dai piani di investimento europei e allo sviluppo di aree di business in crescita ma la debolezza degli ultimi lascia il mercato scettico, anche se il ceo Gubitosi si dice fiducioso sui target. Il settore soffre in Borsa, ma Gubitosi è convinto che il titolo possa recuperare grazie a generazione di cassa, riduzione del debito e miglioramento del fisso.

Le prospettive per il 2021 appaiono migliori e Tim vuole intercettare parte delle risorse che saranno indirizzate sul settore per colmare il digital divide (cioè l’accesso a buone connessioni da parte degli utenti): si tratta di 40 miliardi da Next Generation EU, oltre ai 2,7 miliardi della finanziaria 2020, che serviranno per banda larga, 5G, Cloud, IoT, competenze digitali.