Bruno Villois Ci risiamo. Nonostante le aspettative ottimistiche da parte di autorevoli esponenti del modo scientifico, il Coronavirus ha ricominciato a fare il suo mestiere, cioè creare danni alle persone e al sistema collettivo in maniera disastrosa. Monta la paura in larghe fasce della popolazione e, con essa, i rischi per il...

Bruno

Villois

Ci risiamo. Nonostante le aspettative ottimistiche da parte di autorevoli esponenti del modo scientifico, il Coronavirus ha ricominciato a fare il suo mestiere, cioè creare danni alle persone e al sistema collettivo in maniera disastrosa. Monta la paura in larghe fasce della popolazione e, con essa, i rischi per il sistema socio-economico.

Altri mesi di incertezza e ansia porterebbero i consumi interni a un ulteriore drammatico affievolimento. Con pesanti conseguenze per la tenuta di una miriade di piccole e medie aziende e riflessi devastanti sull’occupazione e sulla patrimonializzazione dell’intero sistema bancario.

Timori quanto mai realistici: i funzionari della Bce non nascondono la possibilità di intervenire con nuovi stimoli in autunno per sostenere la crescita economica. L’Europa dovrà fare i conti con l’aumento della disoccupazione e una quasi certa ondata di fallimenti aziendali. La tenuta dei conti pubblici – in un quadro dove le entrate fiscali crollano e le spese, anche sanitarie, aumentano – è a forte rischio. I 200 e passa miliardi da ricevere grazie al Recovery Fund saranno spalmati tra la primavera 2021 e l’autunno 2022. Ricorrere ai 36 miliardi del Mes, purché immediatamente disponibili, diventa una scelta irrinunciabile, anche in presenza di rischi di ingerenze future. La casa brucia, i pompieri devono arrivare subito. Con queste risorse, in attesa del Recovery Fund e sperando in una ripresa globale nel I trimestre 2021, il paese può evitare il disastro.

Un suggerimento: si potrebbero emettere titoli almeno ventennali a carattere locale, Boc e Bor, gemelli dei Bot, garantiti dallo Stato e dalle emettenti Regioni.