Alla vigilia dell’assemblea che oggi, a "porte chiuse" per la pandemia, dovrà eleggere – con l’incognita Del Vecchio sulla fiducia al board – il nuovo cda per il prossimo triennio, Mediobanca ha approvato i risultati del terzo trimestre 2020, il primo dell’esercizio 2020-2021. Risultati inferiori al 2019, quando il Covid non c’era, ma superiori alle attese degli analisti e con la crescita delle commissioni capaci di compensare ampiamente l’unica voce...

Alla vigilia dell’assemblea che oggi, a "porte chiuse" per la pandemia, dovrà eleggere – con l’incognita Del Vecchio sulla fiducia al board – il nuovo cda per il prossimo triennio, Mediobanca ha approvato i risultati del terzo trimestre 2020, il primo dell’esercizio 2020-2021. Risultati inferiori al 2019, quando il Covid non c’era, ma superiori alle attese degli analisti e con la crescita delle commissioni capaci di compensare ampiamente l’unica voce negativa: il minor apporto all’utile (da 135,5 a 45 milioni) di Generali, di cui l’istituto di piazzetta Cuccia ha oltre il 13%. La trimestrale di Mediobanca (-2,63% in Borsa) mostra una ripresa dell’attività e degli indici di redditività malgrado l’incertezza del mercato.

L’utile netto di 200,1 milioni, sebbene in calo dai 270,6 dell’analogo periodo del 2019, è quadruplicato sul trimestre precedente e i ricavi sono cresciuti del 3% a 626 milioni. Margine di interesse e commissioni hanno registrato un più 9% con un trimestre record per il Corporate e investment banking (+70% a 88 milioni sul totale commissioni di 189) grazie a maxi operazioni come Euronext-Borsa, Nexi-Sia, Fca-Psa o Intesa-Ubi. Non è mancato il sostegno all’utile dall’andamento costante del wealth management – per cui l’ad Alberto Nagel conferma l’interesse per acquisizioni - e ci sono segnali di ripresa anche del consumer.

Con i positivi risultati della trimestrale, compresa la solidità patrimoniale con un Cet1 al 16,2% includendo l’ipotesi di distribuire dividendi al 70% dell’utile netto se la Bce lo permetterà, Nagel si presenterà oggi nell’assemblea chiamata a rinnovare il cda. Le lizze sono tre: quella di maggioranza stilata dal cda uscente, Assogestioni e l’investitore attivista Bluebell. I riflettori saranno sulla Delfin di Leonardo Del Vecchio, primo azionista con il 10,1% e autorizzato da Bce a salire fino al 20%, il cui appoggio alla maggioranza non è scontato, dopo i rilievi espressi nei mesi scorsi. Ma Nagel sembra fiducioso che il voto del patron di Essilux e la lista Bluebell non scompaginino l’assetto e confermino un board in continuità "che consenta l’attuazione del piano triennale". Quanto a Del Vecchio "abbiamo una costante di rapporti telefonici, un confronto costruttivo e continuo come per altri azionisti".

Achille Perego