Mario Draghi, presidente della Bce (Ansa)
Mario Draghi, presidente della Bce (Ansa)

Roma, 29 luglio 2016 - Promosse a pieni voti 4 delle 5 banche italiane coinvolte negli stress test europei, il sistema che misura la solidità del credito, i cui risultati sono stati diffusi oggi.  Per gli istituti italiani, il coefficiente patrimoniale Cet 1 nello scenario avverso per il 2018 è dello 7,7% in base ai dati aggregati (la soglia critica è fissata al 5,5%). Fra gli altri Paesi, Austria (7,3%), Irlanda (7,5%), Gran Bretagna (8,5%), Spagna (8,6%), Germania (9,46%) e Francia (9,7). "I test dimostrano la solidità del sistema bancario italiano nel suo insieme" affermano fonti del Tesoro a caldo. 

Stress test per le banche, cosa sono e come funzionano

MPS, TEST NEGATIVO PER SCENARIO AVVERSO - "Nonostante la severità dell'esercizio e le forti tensioni degli ultimi anni", spiega la Banca d'Italia in una nota, "quattro delle cinque principali banche italiane mostrano una buona tenuta", e si attestano sopra la media delle performance europee. Si tratta di UniCredit (che scenderebbe al 7,1% dal 10,38% del 2015), Intesa Sanpaolo (10,24%, dal 13% del 2015), Banco Popolare (9,05 %, dal 13,15%) e Ubi Banca (8,85%, dal 11,62%). Monte dei Paschi di Siena, invece, supera il test per lo scenario base ma non quello per lo scenario avverso. L'indicatore dell'istituto senese si collocherebbe a -2,44%, con una perdita 1.451 punti base rispetto al 12,24% segnato nello scenario base. Mps è l'unica delle 51 banche ad avere un coefficiente negativo. 

VIA LIBERA AL PIANO DI SALVATAGGIO - Il cda Mps ha però deliberato oggi un piano di salvataggio che prevede la cessione dell'intero portafoglio di crediti in sofferenza, 9 miliardi netti tramite cartolarizzazione, e un aumento di capitale fino a 5 miliardi. Tale operazione - che ha avuto il benestare della Bce - consentirà di incrementare significativamente gli accantonamenti sui restanti crediti deteriorati. L'effetto sarà che la banca deterrà prestiti deteriorati - ma non in sofferenza - in linea con quelli medi del sistema bancario italiano. 

Finora sei banche (Santander, Goldman Sachs, Citi, Credit Suisse, Deutsche Bank, Bank of America) - oltre ai coordinatori globali JP Morgan e Mediobanca - hanno annunciato un impegno preliminare di sottoscrizione all'operazione.

VIOLA - Il piano consente di arrivare a "una soluzione strutturale e definitiva" per l'attuale portafoglio in sofferenza, ha affermato l'a.d. di Mps, Fabrizio Viola, che annuncia per la fine di settembre un nuovo piano industriale. Viola  ha precisato che non esite un "piano B. Siamo concentrati su questo piano che è complesso e che implica un rischio di esecuzione, però è gestibile". Il riferimento è alla proposta alternativa di Corrado Passera e Ubs Banca, che il cda ha bocciato. Soddisfatto del progetto di risanamento il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan per cui il piano "consentirà di rafforzare la posizione patrimoniale della Banca e di liberarla completamente dai crediti in sofferenza". 

UTILE MPS SOPRA LE ATTESE - In Borsa il titolo Mps ha guadagnato il 6,2% riportando la capitalizzazione sopra la soglia dei 900 milioni di euro. Tra le altre sorprese della giornata anche i conti. La banca ha annunciato infatti di aver chiuso il semestre con un utile netto sopra le attese del mercato a 302 milioni.  Inoltre, nel corso dei sei mesi si è ridotta di 1,5 miliardi l'esposizione sui crediti deteriorati lordi.

BANCHE DELL'EUROZONA PROMOSSE - Le banche dell'Eurozona, nel corso degli stress test condotti dall'Eba, hanno mostrato una maggiore capacità di assorbire shock economici rispetto all'esercizio condotto nel 2014. Lo scrive la Bce in una nota, nella quale sottolinea che le 37 banche vigilate direttamente da Francoforte hanno subito, nello scenario più avverso, un consumo medio di capitale Cet1 pari a 3,9 punti percentuali. Il ratio Cet1 medio si attesta al 9,1%, più elevato rispetto ai risultati degli stress test del 2014. I risultati degli stress test, sottolinea la Bce, "dimostrano che le banche dell'area dell'euro sono diventate più resistenti" e che "le attese in termini di richieste di capitale di vigilanza resteranno nel complesso stabili rispetto al 2015". 

DEUTSCHE BANK - I test evidenziano che le più grandi banche tedesche, Deutsche Bank e Commerzbank, sono nella top 12 degli istituti più deboli. Entrambe hanno infatti il Cet1 al 2018, in caso di scenario avverso, al di sotto dell'8 per cento. Nel caso di Deutsche, però, l'indicatore crolla al 7,8% dal 13,9% del 2015. Migliora comunque rispetto al 2014.