L'aula vuota di una scuola (Foto Spf)
L'aula vuota di una scuola (Foto Spf)

Roma, 16 maggio 2019 - Ci sono dirigenti pubblici e dirigenti pubblici e di regola quelli che sono più vicini al potere vengono retribuiti molto di più di quelli che sono sul campo, a diretto contatto con la gente. Illuminante è il confronto tra i dirigenti della presidenza del Consiglio e i presidi. Non solo i primi guadagnano due volte e mezzo tanto, ma in 10 anni (2007/2017) hanno visto aumentare il loro stipendio – passato da 87.238 euro/anno nel 2007 a 146.522 euro/anno nel 2017 – della bellezza di 59.284 euro.
 
Come dire che il solo aumento nei 10 anni vale quanto lo stipendio annuale di un dirigente scolastico (in media 62.340 euro), che negli ultimi 10 anni ha visto aumentare il suo stipendio di poco meno di 3mila euro. Da notare che per i dirigenti dei ministeri la retribuzione negli ultimi dieci anni è aumentata di 17mila euro mentre per i dirigenti delle Regioni di 10.170 euro. A fare un interessante spaccato della categoria è uno studio presentato ieri nel corso del Forum Pa 2019 che ha elaborato i dati della ragioneria dello Stato sui 44.497 dirigenti pubblici con effettivo ruolo dirigenziale (esclusi medici, diplomatici, prefetti), pari all’1,4% del pubblico impiego.

«I dirigenti della PA – osserva lo studio – guadagnano in media 81mila euro annuali con punte massime tra i dirigenti di prima fascia degli enti pubblici non economici in cui le retribuzioni annue complessive sono intorno ai 230mila euro ai circa 60mila euro annui che invece percepiscono i dirigenti degli istituti di formazione artistico museale, della scuola e i dirigenti non medici del Servizio sanitario nazionale». «Elevati sono dunque i differenziali retributivi – prosegue lo studio – che vedono un numero di 498 apicali (l’1,1% del totale) tra enti pubblici non economici (al vertice della classifica), agenzie fiscali, presidenza del Consiglio guadagnare in media oltre 190mila euro l’anno contro i ben 25.144 dirigenti pubblici (circa il 56,5% del totale) che non arrivano a guadagnarne 70mila. Come i presidi e i dirigenti non medici del Servizio sanitario nazionale.
 
I dirigenti pubblici sono sempre più anziani, uno su quattro ha superato i 60 anni, sono per il 97% laureati e hanno raggiunto posizioni dirigenziali dopo una lunga gavetta nel pubblica amministrazione, ben 20 anni nel 50% dei casi. Più della metà è donna, l’8% in più del 2007, ma l’avanzata rosa è dovuta più al taglio di oltre 10mila colleghi anziani (e in maggioranza uomini) che a un aumento delle assunzioni femminili.