di Elena Comelli Nuovo passo in avanti per Stellantis sull’elettrificazione. Il gruppo ha firmato un accordo vincolante con la tedesca Vulcan Energy, per garantirsi litio "pulito" per le batterie dell’auto elettrica, ricavato nell’alta valle del Reno senza consumo di combustibili fossili, grazie all’energia geotermica. L’accordo quinquennale prevede...

di Elena Comelli

Nuovo passo in avanti per Stellantis sull’elettrificazione. Il gruppo ha firmato un accordo vincolante con la tedesca Vulcan Energy, per garantirsi litio "pulito" per le batterie dell’auto elettrica, ricavato nell’alta valle del Reno senza consumo di combustibili fossili, grazie all’energia geotermica. L’accordo quinquennale prevede l’inizio delle forniture nel 2026, appena sarà operativo il progetto "Zero Carbon Lithium", avviato col sostegno della Commissione Ue in una delle poche zone d’Europa ricche di questa materia prima cruciale per la transizione energetica. Vulcan fornirà a Stellantis un minimo di 81mila tonnellate e un massimo di 99mila tonnellate di idrossido di litio nei 5 anni dell’accordo.

Si afferma così la strategia, diffusa tre le case automobilistiche, di assicurarsi le forniture delle materie prime necessarie per realizzare in proprio le batterie nelle future gigafactory, senza affidarsi in toto all’outsourcing per parti vitali delle auto elettriche. Stellantis prevede di investire oltre 30 miliardi di euro entro il 2025 nell’elettrificazione e nei software per la transizione energetica. "Stellantis sta portando avanti in modo energico la sua strategia di elettrificazione", ha dichiarato Michelle Wen (nella foto), responsabile degli acquisti del gruppo.

"Questo accordo è un’ulteriore prova che possediamo lo spirito competitivo giusto per mantenere i nostri impegni. La libertà di muoversi con mezzi sicuri, puliti ed economicamente accessibili rappresenta una forte aspettativa del pubblico e noi vogliamo fornire risposte all’altezza di queste richieste". L’obiettivo di Stellantis, più volte annunciato, è che oltre il 70% dei veicoli venduti in Europa e più del 40% di quelli venduti negli Usa siano a basse emissioni entro il 2030.