Una manifestazione di navigator a Montecitorio (foto d’archivio)
Una manifestazione di navigator a Montecitorio (foto d’archivio)
di Antonio Troise Carissimo reddito di cittadinanza. Abbiamo speso tredici miliardi di euro in due anni. Dando ossigeno a poco meno di un milione e mezzo di famiglie. Ma creando poco o nulla sul fronte dell’occupazione, appena 50mila posti di lavoro. Senza contare il fronte giudiziario: l’ultimo episodio ieri a Catania con 76 denunce a carico di mafiosi e consorti, tutti con in tasca l’assegno erogato dall’Inps senza averne diritto. Venticinque persone erano state condannate per mafia, le altre 51 non hanno comunicato che nel nucleo familiare c’era un congiunto condannato definitivamente per associazione mafiosa. Insomma, luci e ombre su uno strumento che è stato il...

di Antonio Troise

Carissimo reddito di cittadinanza. Abbiamo speso tredici miliardi di euro in due anni. Dando ossigeno a poco meno di un milione e mezzo di famiglie. Ma creando poco o nulla sul fronte dell’occupazione, appena 50mila posti di lavoro. Senza contare il fronte giudiziario: l’ultimo episodio ieri a Catania con 76 denunce a carico di mafiosi e consorti, tutti con in tasca l’assegno erogato dall’Inps senza averne diritto. Venticinque persone erano state condannate per mafia, le altre 51 non hanno comunicato che nel nucleo familiare c’era un congiunto condannato definitivamente per associazione mafiosa.

Insomma, luci e ombre su uno strumento che è stato il cavallo di battaglia dei Cinquestelle, si è trasformato in uno dei pilastri (insieme a Quota 100) del governo giallo-verde guidato da Conte ma che, giorno dopo giorno, ha accumulato polemiche e critiche. Fatto sta che, secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio dell’Inps sul reddito di cittadinanza, la spesa per lo strumento che doveva "eliminare la povertà" si è attestata sui 12,947 miliardi di euro. Con un’impennata a gennaio 2021, quando dalle casse dell’Inps sono usciti oltre 700 milioni di euro. A marzo, la cifra si è leggermente assottigliata, arrivando a 633 milioni. Una crescita dovuta, essenzialmente, all’effetto Covid e alla brusca battuta d’arresto dell’economia.

Ma non mancano le distorsioni. Basta scorrere, ad esempio, la classifica delle città per scoprire che a Napoli, lo scorso mese, la spesa per il reddito di cittadinanza è stata quasi pari a quella dell’intero nord. Nel capoluogo partenopeo, infatti, le famiglie che hanno percepito il sussidio sono state 157mila, con 459mila persone coinvolte. Nello stesso periodo, nel Settentrione, le famiglie sono state sensibilmente di più (452mila) ma l’importo medio dell’assegno è stato sensibilmente più basso. Il risultato è che Napoli ha assorbito 102 milioni e tutto il Nord appena 7 milioni in più (109,7). Ma non basta: il capoluogo partenopeo ha assorbito oltre il doppio di Roma e il quadruplo di Milano (35.517) con un importo medio a nucleo di 650 euro. In pratica in provincia di Napoli c’è una persona coinvolta dal sussidio su sei.

Analizzando i dati a livello nazionale, le famiglie che hanno avuto almeno una mensilità del reddito o della pensione di cittadinanza tra gennaio e marzo 2021 sono state 1.484.444 per quasi 3,4 milioni di persone coinvolte. I beneficiari del reddito sono 1.343.624 nuclei per 3.238.931 persone coinvolte e 582 euro di importo medio. Hanno ricevuto almeno una mensilità della pensione di cittadinanza 140.820 famiglie per 159.672 persone coinvolte e un importo medio di 269 euro.

Un fatto è certo: per ora il reddito di cittadinanza ha fatto ben poco per trovare un lavoro a tutti coloro che ne hanno usufruito. Da questo punto di vista l’esercito dei navigator assunti dall’esecutivo proprio per far incontrare domanda e offerta non ha raggiunto grandi risultati. Tanto che perfino l’Istat aveva certificato che appena un terzo dei beneficiari era destinato a essere inserito in un percorso formativo. Una condizione essenziale ma non sufficiente per trovare, poi, un impiego. Per dare una scossa al sistema, il governo aveva anche affidato ai Comuni il compito di impiegare i percettori del reddito di cittadinanza nei lavori socialmente utili. Ma anche in questo caso i risultati sono stati praticamente nulli.