Bruno Villois Scadenze fiscali e bassi consumi, e di riflesso incassi per il sistema commerciale, fanno a schiaffi, visto che le prime sostengono la macchina pubblica e i secondi una parte rilevante del nutrimento attraverso i versamenti tributari. Quest’anno, come mai in passato, sarà estremamente difficile che le due componenti...

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Scadenze fiscali e bassi consumi, e di riflesso incassi per il sistema commerciale, fanno a schiaffi, visto che le prime sostengono la macchina pubblica e i secondi una parte rilevante del nutrimento attraverso i versamenti tributari. Quest’anno, come mai in passato, sarà estremamente difficile che le due componenti riescano a svolgere reciprocamente il loro ruolo, con il rischio di creare un cortocircuito all’intero Paese. Le partite Iva rappresentano più di un terzo dei versamenti fiscali, che però addizionato al minor introito dell’Iva portano il totale intorno al 40%, ma i costi a carico della pubblica amministrazione quest’anno sono cresciuti di almeno il 10%. Resta il problema di come possa una parte maggioritaria dei lavoratori autonomi far fronte ai saldi fiscali 2019 e agli anticipi 2020.

La ripresa è stentata e l’assenza quasi totale dei flussi turistici esteri e delle difficoltà di una parte, non certo esigua, di lavoratori dipendenti di avere disponibilità alle spese rende le previsioni per il futuro tutt’altro che rosee. Il ricorso ai rinvii delle scadenze ordinarie di debiti vari impone, per la tenuta della finanza pubblica e del sistema creditizio, che in assenza delle risorse finanziarie europee non si possa derogare oltre nelle scadenze tributarie, né si possa insistere su ulteriori rinvii, oltre a quanto previsto, mettendo comunque in discussione sia la cassa integrazione in deroga, sia il blocco dei licenziamenti. Urgono misure straordinarie per stimolare il rilancio dei consumi. Gli incentivi fiscali, sotto forma di detrazione, sono forse l’unica formula in grado di far scucire dalle tasche di chi non è stato toccato dalla crisi.