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13 giu 2022

Soia, avena & C: il ’latte’ vegetale cerca il raddoppio

13 giu 2022
LA DIFESA DEL LATTIERO CASEARIO I produttori di latte puntano sulle proprietà nutrizionali: il latte vaccino contiene in media il 3% di proteine, contro il 2% dei prodotti a base di legumi e l’1% delle bevande a base d’avena
Soia, avena & C: il ’latte’ vegetale cerca il raddoppio
LA DIFESA DEL LATTIERO CASEARIO I produttori di latte puntano sulle proprietà nutrizionali: il latte vaccino contiene in media il 3% di proteine, contro il 2% dei prodotti a base di legumi e l’1% delle bevande a base d’avena
Soia, avena & C: il ’latte’ vegetale cerca il raddoppio

ENTRARE in un bar e chiedere un cappuccino con la soia era impossibile fino a qualche tempo fa. Ora è normale e fa anche tendenza. Per l’industria lattiero-casearia, un gigante che supera i 500 miliardi di dollari a livello globale, la crescita dei prodotti alternativi al latte su base vegetale può sembrare frutto di una moda passeggera, ma per molti esperti questo è il futuro, tanto che decine di start-up e anche alcune multinazionali, da Nestlè a Danone, si stanno attrezzando con investimenti cospicui in questa direzione. Il settore, che da un giro d’affari attuale di 22 miliardi di dollari punta deciso al raddoppio a 40 miliardi da qui a cinque anni, cresce per molti motivi che non spariranno, in primis quelli ambientali. La produzione di un bicchiere di latte vaccino comporta emissioni di gas serra tre volte superiori rispetto a qualsiasi bevanda a base di avena, soia, mandorle o riso, secondo lo studio di riferimento dell’università di Oxford. I succedanei a base d’avena, inoltre, consumano dieci volte meno suolo e venti volte meno acqua del latte vaccino. Le alternative vegetali ai prodotti caseari attraggono anche chi preferisce limitare i grassi e gli intolleranti al lattosio, sempre più diffusi anche in Occidente. La resistenza del settore lattiero-caseario si concentra soprattutto sul piano nutrizionale: il latte vaccino contiene in media il 3% di proteine, contro il 2% dei prodotti a base di legumi e l’1% delle bevande a base d’avena. Il settore combatte anche sul piano legale e ha già vinto una causa a livello europeo, che dal 2017 impedisce ai concorrenti vegani di chiamare i propri prodotti latte e yogurt nell’Ue. La vittoria legale, però, ha avuto conseguenze impreviste sul piano della comunicazione. I produttori alternativi, punti sul vivo, hanno reagito con ironia: "Sei stupido? La lobby del latte pensa ...

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