L’OBIETTIVO è sempre stato quello di incentivare la rottamazione delle vetture più inquinanti e far sì che il parco auto circolante in Italia diventi sempre più green. Il problema, però, e che i fondi stanziati sotto forma di bonus per l’acquisto di auto meno inquinanti, dalle elettriche alle ibride e plug-in fino a quelle, anche con motori tradizionali (benzina e gasolio) che emettano meno di 135 gkm di anidride carbonica, si esauriscono in fretta. È successo l’anno scorso e si è ripetuto quest’anno. I fondi, previsti anche senza rottamazione, sulle auto con emissioni di anidride carbonica comprese tra 0 e 60 gkm e con prezzo di listino inferiore a 50 mila euro...

L’OBIETTIVO è sempre stato quello di incentivare la rottamazione delle vetture più inquinanti e far sì che il parco auto circolante in Italia diventi sempre più green. Il problema, però, e che i fondi stanziati sotto forma di bonus per l’acquisto di auto meno inquinanti, dalle elettriche alle ibride e plug-in fino a quelle, anche con motori tradizionali (benzina e gasolio) che emettano meno di 135 gkm di anidride carbonica, si esauriscono in fretta. È successo l’anno scorso e si è ripetuto quest’anno. I fondi, previsti anche senza rottamazione, sulle auto con emissioni di anidride carbonica comprese tra 0 e 60 gkm e con prezzo di listino inferiore a 50 mila euro (compresi accessori ma escluse Iva, Ipt e messa su strada), cifra in cui rientravano molte ibride plug-in, sono infatti terminati il 16 settembre. Un rifinanziamento da parte del governo non sembra all’orizzonte, a meno che nelle pieghe del bilancio dello Stato non spuntino risorse non utilizzate e immediatamente allocabili, per decisione politica, a questo settore. Improbabile, anche perché l’esecutivo, proprio in queste settimane, sta mettendo a punto l’architettura della Legge di Bilancio per il 2022, che dovrà essere condivisa con la Commissione europea entro il 15 ottobre, ed è possibile che una nuova iniziativa di più ampio respiro rispetto a un semplice rifinanziamento sarà contenuta nella nuova "manovra".

Tutti gli osservatori concordano nel ritenere praticamente certa una nuova, organica, misura di sostegno alle auto a bassissime emissioni (elettriche e plug-in), le cui immatricolazioni, in assenza di incentivo, crollerebbero. Del resto, avverte Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promoter, oltre che aver auspicato e chiesto, da parte di tutte le associazioni del settore, un rifinanziamento dei fondi, è importante sia guardare agli incentivi per le auto nuove meno inquinanti anche con motori tradizionali (benzina e diesel) che rappresentano ancora la quota di vendita maggiore delle case automobilistiche sia pensare a interventi strutturali per la transizione ecologica e per sostenere il settore. Di fatto, osservando la piattaforma del ministero dello Sviluppo economico (https:ecobonus.mise.gov.it) oltre ai circa 11 milioni di fondo per il bonus motocicli sono ancora disponibili una sessantina di milioni per l’acquisto di auto nuove ibride full e mild (oltre che a benzina e diesel). In pratica le vetture che dichiarano emissioni di anidride carbonica comprese tra 61 e 135 gkm e per le quali è previsto un contributo statale di 1.500 euro vincolato alla rottamazione di una vecchia auto fino all’Euro 5 targata da almeno dieci anni e a un contributo della concessionaria pari ad almeno 2mila euro più Iva.

Quindi, rispetto al prezzo di listino è possibile spuntare una riduzione di 4mila euro, ma spesso le campagne delle case e gli sconti delle concessionarie sono più generosi. Non tutte le ibride full e mild della fascia 61-135 beneficiano però dell’incentivo, solo quelle che hanno un prezzo di listino inferiore a 40 mila euro (compresi accessori ma escluse Iva, Ipt e messa su strada). Come sempre, l’erogazione del bonus è legata alla disponibilità di fondi e, rispetto alla scadenza del 31 dicembre, conclude Quagliano, è ipotizzabile che si esauriscono già questo mese. Quindi, chi intende usufruire dell’incentivo è bene che non perda tempo.

Achille Perego