Quotidiano Nazionale logo
quotidiano nazionale
13 giu 2022

La crisi colpisce il mercato libero: gli operatori ripensano i modelli di business

13 giu 2022

LA GUERRA in Ucraina ha inferto un duro colpo al mercato dell’energia, già in crisi a causa delle tensioni geopolitiche dello scorso autunno, provocando un incremento senza precedenti dei prezzi di luce e gas. Prezzi che risultano cinque volte superiori rispetto a un anno fa e che stanno impattando in modo pesante sulle bollette di famiglie e imprese. A pagarne le conseguenze non sono però solo i consumatori finali, ma anche i venditori indipendenti di energia e gas. Queste aziende, nate in seguito al processo di liberalizzazione del mercato energetico avvenuto in Europa negli scorsi decenni, hanno rappresentato un cambiamento importante in un settore altrimenti immobile, dominato da aziende a proprietà pubblica. In tutta Europa sono numerosi gli operatori del settore a mostrare segni di difficoltà; nel Regno Unito, per esempio, su 50 operatori oltre 30 sono stati costretti a ricorrere a procedure straordinarie.

L’Italia non è da meno: come dichiarato dai rappresentanti di Arte (Associazione di Reseller e Trader dell’Energia), che raggruppa più di 130 operatori e oltre 12mila dipendenti, i disagi del settore "sono da ricondurre in particolar modo al gravoso meccanismo di fidejussioni e garanzie che l’operatore è tenuto a prestare verso Terna, GME, Snam e distributori, fortemente inaspritosi dalla contrazione dei prezzi, che mette a rischio la sopravvivenza finanziaria degli operatori e favorisce il collasso del sistema, rendendo vano qualsiasi principio di liberalizzazione faticosamente costruito fino a oggi".

Inoltre, gli operatori del settore sono gravati anche dai procedimenti di recupero dei crediti nei confronti di privati e di aziende che non riescono più a sostenere i costi degli aumenti. "Di fatto – spiega Matteo Ballarin (nella foto in alto), presidente di Europe Energy Spa – noi operatori siamo costretti ad anticipare i costi nei confronti dei clienti finali e dell’intera filiera, senza alcuna certezza di incasso. Siamo nel settore del libero mercato fin dalla sua nascita, ma mai abbiamo dovuto affrontare delle difficoltà così devastanti, che ci hanno costretto a presentare un piano di ristrutturazione del debito. Non ci facciamo però scoraggiare: puntiamo alla crescita di WithU Italia, società multiservizi che, grazie a un piano di sviluppo, vuole offrire nuovi prodotti e servizi a privati e aziende".

La parola d’ordine, dunque, è diversificare. Anche ripensando i modelli di business. In questo periodo di incertezza e instabilità, infatti, la capacità delle imprese del settore di riadattarsi e rinnovarsi potrebbe rappresentare la sola modalità di sopravvivenza, in attesa di scenari geopolitici migliori.

Andrea Ropa

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?