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23 mag 2022

I casi virtuosi di aziende e comunità smart

23 mag 2022

IMPIANTI FOTOVOLTAICI e di trigenerazione. Caldaie a vapore che utilizzano biomassa legnosa da filiera corta, ma anche soluzioni innovative di biometano e idrogeno. Nello stabilimento di Cuneo della Michelin, il più grande dell’Europa occidentale, si punta a un risultato di medio periodo mica male: un taglio alle emissioni di ben 18mila tonnellate di CO2 all’anno, entro li 2023. Questo è solo uno degli esempi portati da Edison Next per esmplificare il suo approccio di decarbonizzazione "chiavi in mano", che parte dalla comprensione dell’impronta carbonio dell’azienda, per definire poi un obiettivo e il percorso per arrivarci

Edison Next supporta anche le amministrazioni locali nel ridisegno delle città in ottica di uso efficiente delle risorse, utilizzo e gestione intelligente dei dati e integrazione dei servizi sotto un’unica regia. Perché una città smart non è "intelligente" in quanto semplicemente digitale: lo è quando gestisce le proprie risorse naturali in modo integrato e investe in più ambiti, come il capitale umano e sociale, le infrastrutture tradizionali (mobilità e trasporti) e quelle moderne (Ict). Oltre a sostenere la diffusione della mobilità elettrica, Edison Next favorisce la transizione verso combustibili più sostenibili dei tradizionali diesel e benzina come il biometano, fonte energetica rinnovabile e programmabile, per la "costruzione" di distretti integrati dedicati al recupero di materiali per la produzione di nuova materia prima che possono generare per i territori una ricaduta immediata sia in termini ambientali, sia economici.

Casi concreti sono i due impianti di produzione di biometano nei comuni di Civitavecchia e Gricignano d’Aversa (Caserta), per cui Edison Next ha avviato le procedure di autorizzazione. Al contempo, la società sta realizzando due progetti di riconversione a biometano degli impianti già esistenti di produzione di energia elettrica da biogas, in provincia di Pavia (Zinasco) e in provincia di Napoli (nella zona industriale di Caivano). Il biometano, infatti, contribuisce alla riduzione dell’emissione di gas serra e all’azzeramento della CO2 emessa, valorizzando in un’ottica di economia circolare il rilancio e lo sviluppo del settore agricolo (se proveniente da biomasse agricole) o promuovendo la valorizzazione energetica dei rifiuti organici.

Elena Comelli

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