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21 mar 2022

"Hera difende il tesoro dell’acqua investendo e innovando"

21 mar 2022
SERVIZIO IDRICO INTEGRATO «Innovare significa rendere sempre più resilienti le reti, rinnovarle, adeguare le infrastrutture e gli impianti. Siamo andati oltre le azioni correttive e, oggi, lavoriamo per anticipare i disservizi. Questo grazie al valido supporto di intelligenza artificiale, algoritmi predittivi, tecnologie satellitari»
Susanna Zucchelli, direttore acqua di Hera
SERVIZIO IDRICO INTEGRATO «Innovare significa rendere sempre più resilienti le reti, rinnovarle, adeguare le infrastrutture e gli impianti. Siamo andati oltre le azioni correttive e, oggi, lavoriamo per anticipare i disservizi. Questo grazie al valido supporto di intelligenza artificiale, algoritmi predittivi, tecnologie satellitari»
Susanna Zucchelli, direttore acqua di Hera

APRIRE I RUBINETTI e avere a disposizione un’acqua di qualità è tutt’altro che banale. Prova ne sia come, a quella che è la risorsa per definizione, le Nazioni Unite abbiano persino dedicato una Giornata Mondiale, che ogni anno cade il 22 marzo. Per l’occasione, ne parliamo con Susanna Zucchelli (a destra), direttore acqua di Hera, secondo operatore nazionale del servizio idrico integrato.

Molti non sanno che la gestione integrata della risorsa idrica è una vera e propria filiera industriale. Può aiutarci a fare chiarezza?

"Sui 230 Comuni che serviamo, assieme ai loro 3,6 milioni di cittadini, gestiamo attentamente ogni istante del viaggio che l’acqua compie per arrivare nelle case, fino alla sua restituzione all’ambiente. A partire dalla captazione, passando per potabilizzazione e distribuzione ai cittadini. E, a valle dell’utilizzo quotidiano, con la depurazione ne favoriamo il riuso, ad esempio in agricoltura. Un processo che vede coinvolti numerosi professionisti, impianti all’avanguardia e quasi 35mila chilometri di rete idrica e 18mila di rete fognaria, su cui investiamo in media oltre 110 milioni ogni anno per garantire un servizio di qualità e sempre più efficiente"

Sembra complesso. Come ci riuscite?

"Prima di tutto, senza cadere nell’errore di dare per scontati processi e saperi. Il nostro impegno ventennale in questo business, infatti, non ha mai trascurato l’aggiornamento delle tecnologie e l’importanza dell’innovazione. Perché abbiamo inteso da tempo che, per continuare a garantire eccellenti livelli di servizio e contrastare i cambiamenti climatici, la digitalizzazione dei processi ha un ruolo centrale. Per stare al passo, però, servono scelte industriali decise e coraggiose, come testimonia il miliardo di euro di investimenti sul ciclo idrico del nostro Piano industriale al 2025".

Cosa significa concretamente questa attenzione all’innovazione?

"Significa rendere sempre più resilienti le reti, rinnovarle, adeguare le infrastrutture e gli impianti. Per garantire un servizio continuativo e rapidi interventi nel caso di criticità. Ma siamo andati oltre le azioni correttive e lavoriamo per anticipare i disservizi. Questo grazie al valido supporto di intelligenza artificiale, algoritmi predittivi, tecnologie satellitari, affinché non una sola goccia d’acqua venga sprecata. Le reti e gli impianti del ciclo idrico, pertanto, sono controllati ogni ora di ogni giorno, anche da remoto, nel polo di telecontrollo della multiutility a Forlì".

Eppure ancora molti cittadini sono diffidenti a scegliere di bere l’acqua del rubinetto…

"Questa è una battaglia per la quale non smetteremo di lottare, perché riguarda la fiducia che le comunità locali ripongono in noi. Per fortuna, possiamo continuare a ripetere ogni giorno che l’acqua "del sindaco" è buona, sicura e di qualità. E possiamo farlo perché contiamo su quasi 3mila analisi al giorno dell’acqua sui territori. E, se non bastasse, ricordiamo il risparmio economico per circa 460 euro all’anno che deriva dal bere l’acqua di rete, oltre alla quantità di plastica e CO2 del trasporto che possiamo evitare".

Ha citato più volte strutture e impianti. C’è qualche esempio che vuole raccontarci?

"Nel depuratore che gestiamo a Cesena, collaborando con Enea, l’Università di Bologna e Irritec, abbiamo realizzato un prototipo in grado di depurare le acque reflue per utilizzarle al fine di irrigare e fertilizzare i campi coltivati, testandolo su un campo sperimentale con 120 colture. Un altro esempio, poi, è la certificazione Aws ottenuta per la gestione del potabilizzatore di Val di Setta (a sinistra), a Sasso Marconi, il primo al mondo a ottenere un riconoscimento che rappresenta lo standard internazionale per l’uso responsabile dell’acqua. Cosa lo rende così speciale? Per immettere un litro di acqua potabile ne prende dal fiume Reno e dal torrente Setta 1,1 litri, contro la media di 1,7 litri che servono per imbottigliare 1 litro delle acque che troviamo al supermercato. In un impianto che serve 34 Comuni del bolognese, tra cui il capoluogo, per un totale di quasi 800mila abitanti".

Quale dei progetti che state portando avanti mette al centro la sostenibilità?

"La definizione stessa dei nostri investimenti ha al centro lo sviluppo sostenibile e gli obiettivi dell’Agenda Onu al 2030. Nel campo della sostenibilità, ormai, siamo pronti a metterci a disposizione delle imprese e creare per loro un pacchetto ad hoc di servizi che le rendano più sostenibili e che consentano loro di crescere anche economicamente. Per quanto riguarda la gestione idrica, ad esempio, troviamo soluzioni mirate per ogni esigenza, su aspetti come l’efficientamento idrico, la resilienza infrastrutturale e la progettazione e realizzazione di impianti per il trattamento delle acque".

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