UN BONUS anche per comprare una vettura usata meno inquinante rottamando la vecchia quattro ruote. È l’ultimo incentivato arrivato a completare – per ora – il panorama delle misure previste dalla Legge di Bilancio e dai decreti varati nell’ultimo anno per da un lato aiutare un settore come quello delle auto messo a dura prova dalla crisi scatenata dalla pandemia e dall’altro incentivare e sostenere una mobilità sempre più rispettosa dell’ambiente. I fondi che finanziavano queste misure, in parte esauriti, sono stati rifinanziati per circa 350 milioni con il decreto Sostegni-bis. E la novità è rappresentata proprio dal bonus auto usate che prevede contributi fino a 2.000 euro per l’acquisto di un’auto usata a basse emissioni inquinanti. A partire dal 28 settembre, quindi, i concessionari potevano accedere alla piattaforma ecobonus.mise.gov.it per inserire le prenotazioni dei veicoli di categoria M1 (in pratica le autovetture) usati a basse emissioni. Per il nuovo incentivo sono stati messi a...

UN BONUS anche per comprare una vettura usata meno inquinante rottamando la vecchia quattro ruote. È l’ultimo incentivato arrivato a completare – per ora – il panorama delle misure previste dalla Legge di Bilancio e dai decreti varati nell’ultimo anno per da un lato aiutare un settore come quello delle auto messo a dura prova dalla crisi scatenata dalla pandemia e dall’altro incentivare e sostenere una mobilità sempre più rispettosa dell’ambiente. I fondi che finanziavano queste misure, in parte esauriti, sono stati rifinanziati per circa 350 milioni con il decreto Sostegni-bis. E la novità è rappresentata proprio dal bonus auto usate che prevede contributi fino a 2.000 euro per l’acquisto di un’auto usata a basse emissioni inquinanti. A partire dal 28 settembre, quindi, i concessionari potevano accedere alla piattaforma ecobonus.mise.gov.it per inserire le prenotazioni dei veicoli di categoria M1 (in pratica le autovetture) usati a basse emissioni.

Per il nuovo incentivo sono stati messi a disposizione 40 milioni di euro dal decreto Sostegni-bis per l’acquisto di un veicolo usato di classe euro non inferiore a 6, con un prezzo risultante dalle quotazioni medie di mercato non superiore a 25.000 euro e con emissioni comprese tra 0-160 gkm CO2. Inoltre, l’auto non deve esser stata precedentemente acquistata utilizzando i bonus auto del 2019 o del 2020. I contributi sono vincolati alla rottamazione di un veicolo della medesima categoria e si differenziano a seconda della fascia di emissioni del veicolo usato che si acquista. Con le minori emissioni, da 0-60 gkm di CO2 si ha diritto a un bonus di 2mila euro. Da 61-90 si scende a 1.000 euro e da 91 a 160 a 750 euro.

Il veicolo rottamato dovrà essere acquistato e immatricolato da almeno 10 anni e intestato da almeno 12 mesi all’acquirente o a un familiare convivente. Sarà il concessionario quindi a riconoscere il bonus all’acquirente finale per poi recuperarlo come credito d’imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione presentando il modello F24 in modalità telematica. Per usufruire dell’incentivo auto usate, comprando vetture meno inquinanti, a partire da quelle ibride, plug-in ed elettriche c’è tempo fino al 31 dicembre 2021 ma, come per gli altri bonus, i fondi non sono infiniti e il rischio come sempre è di una corsa all’incentivo, con la prenotazione dal primo giorno di contratti che risalgono alla fine di luglio, ad agosto e a settembre.

La dote di 40 milioni – scesa già a circa 37 – a fronte di una fascia media di contributo di 1.000 euro, potrebbe infatti rivelarsi esigua e andrà considerato un suo eventuale rifinanziamento. La difficoltà, avvertono ad Altroconsumo, è rappresentata poi anche dalle modalità di riconoscimento del contributo. Infatti, chi vende l’auto usata concede il contributo all’acquirente e lo recupera esclusivamente sotto forma di credito d’imposta da utilizzare in compensazione tramite il modello F24. In pratica, questo contributo è davvero utilizzabile solo se, a partire dallo scorso 28 settembre, si acquistano auto usate presso rivenditori specializzati, concessionari, officine e non nella trattativa tra privati, visto che questi ultimi difficilmente avranno imposte da versare tramite F24 per poter recuperare il credito d’imposta maturato.

Non legata strettamente alla legge di Bilancio è invece una misura collegata al bonus mobilità: si tratta di un incentivo da 1.500 euro per chi rottama entro il 31 dicembre 2021 un’auto omologata fino alla classe Euro 3 oppure da 500 euro per chi rottama motocicli omologati fino alla classe Euro 2 ed Euro 3 a due tempi, a patto che si acquisti uno dei mezzi previsti dal bonus mobilità o un abbonamento al trasporto pubblico. In particolare abbonamenti al trasporto pubblico locale o regionale, biciclette anche a pedalata assistita, veicoli per la mobilità personale a prevalente propulsione elettrica o servizi di mobilità condivisa a uso individuale. Il bonus può essere utilizzato nei successivi 3 anni dalla data della rottamazione.

Oltre all’intestatario del veicolo rottamato il bonus può esser sfruttato anche dai conviventi nel limite massimo del suo ammontare complessivo. Questa misura però non riguarda tutti, ma solo chi risiede nelle aree sottoposte a procedure di infrazione Ue per il superamento delle soglie di inquinamento. Quindi i residenti di Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana e Veneto. Infine, oltre a prevedere gli incentivi, la legge di Bilancio ha modificato anche l’importo dovuto per la revisione dei veicoli e dei loro rimorchi prevista per la prima volta dopo quattro anni per i veicoli nuovi e poi ogni due anni. Infatti, da quest’anno il costo è stato aumentato di 9,95 euro. In pratica si è passati da 45 a 54,95 euro per le revisioni dei veicoli fatte presso le sedi provinciali del Dipartimento dei Trasporti Terrestri (ex Motorizzazioni) e da 66,88 a 76,83 euro per quelle fatte presso i Centri revisioni autorizzati. Viene però riconosciuto un buono veicoli sicuri di pari importo a chi deve revisionare nello stesso periodo veicolo e rimorchio.