Fare impresa al femminile e operando nel Terzo settore, quindi nel mondo delle cooperative sociali che, per statuto, non hanno l’obiettivo del profitto (gli utili vengono tutti rimessi nell’attività) ma comunque devono essere capaci di stare in piedi economicamente sulle proprie gambe. E’ quello che ha fa Edu.care, una società cooperativa non profit nata a Milano nel 2013 attorno all’esperienza del primo asilo nido aziendale creato negli anni Ottanta nel capoluogo lombardo. Una realtà – premiata tra le 12 imprese non profit scelte per Imprese Vincenti di Intesa Sanpaolo – che ha visto protagoniste un gruppo di educatrici-socie a partire dalla presidente della cooperativa, la psicologa Marina Piccolo (nella foto).

"Come cooperativa – racconta – gestiamo i servizi psicologici ed educativi per bambini e famiglie sia con l’asilo nido Chicco di grano in cui ospitiamo attualmente una cinquantina di bimbi fino a 36 mesi seguiti da sette educatrici, oltre a me, sia con tutte le attività che offriamo ai bambini e alle famiglie anche con il nostro family care point". Attività che vanno dalla consulenza psicologica ed educativa con un’equipe di pediatri, medici, pedagogisti, logopedisti, psicologi, a incontri, serate e giornate dedicati a temi specifici come l’educazione alimentare, sviluppo del linguaggio, utilizzo di Internet, nozioni di pronto soccorso ma anche lezioni di musica, lingue straniere, danza, ginnastica.

Attività che, insieme con l’asilo nido, non si sono fermate neppure nell’anno del Covid, ricorrendo, aggiunge la presidente di Edu.care, in particolare durante il lockdown quando l’asilo nido era chiuso, alla didattica a distanza con una piattaforma dedicata e i videocollegamenti da remoto. Ma cosa significa essere donna, imprenditrice e psicologa che opera nel non-profit? "Svolgere un ruolo per la comunità offrendo servizi che, grazie anche a convenzioni, prevedono costi più bassi per le famiglie. Ovviamente una cooperativa sociale, così come un’impresa profit, deve essere sostenibile economicamente, con le rette dell’asilo e con tutte le attività. Anche se gli utili vengono tutti investiti nella cooperativa".

Un investimento che guarda anche allo sviluppo futuro e al dopo-Covid con progetti, conclude Marina Piccolo "rivolti a promuovere nuovi servizi in particolare per l’educazione musicale, attività estive in fattoria per i bambini in età prescolare e un centro doposcuola specializzato per i bimbi con difficoltà di apprendimento".