di Giuliano Molossi

Cosa ci riserverà il 2021? La notizia dei vaccini e la vittoria di Biden hanno ridato grande slancio ai mercati ma le incognite sul futuro restano. Qual è lo scenario economico più probabile per il nuovo anno dopo le montagne russe di questo terribile 2020? Lo chiediamo a Fabrizio Quirighetti (nella foto tonda qui sopra), direttore investimenti di Decalia, società di consulenza nella gestione di portafogli di investimento per clientela privata e istituzionale.

Che previsioni possiamo fare?

"Tanto vale dirlo subito, con tutta l’umiltà e le dovute riserve che vanno sottolineate oggi ancor più di ieri: fare previsioni è sempre molto difficile, soprattutto quando si tratta di futuro, come disse il fisico danese Niels Bohr. Nel complesso, però, le nostre prospettive economiche e finanziarie sono ottimistiche. Infatti, grazie ai recenti annunci sull’efficacia dei vaccini in fase di sperimentazione, vediamo ora la luce alla fine del tunnel. La reazione del mercato che ha immediatamente seguito l’annuncio dei risultati dei test sui vaccini di PfizerBionTech e Moderna è solo un assaggio di ciò che potrebbe accadere nel 2021. E il rischio principale per i mercati potrebbe, ancora una volta, essere legato a un’economia surriscaldata o a un eccesso di ottimismo, piuttosto che al contrario. Ne avremmo bisogno già adesso".

Quando prevede un ritorno alla normalità?

"Intorno all’estate. In questo contesto, la crescita del PIL, ancora sostenuta da politiche economiche estremamente espansive, dovrebbe sorprendere sul segno positivo. Non solo la crescita economica globale sarà forte (potrebbe attestarsi vicino al 6%) ma sarà sincronizzata con una ripresa condivisa da tutte le principali economie. La maratona che si è posta l’obiettivo di recuperare la perdita di attività registrata nel secondo trimestre potrebbe così concludersi in volata".

Cosa si aspetta dall’auspicabile vittoria sul virus?

"Una ripresa economica veloce e potente. Ci aspettiamo che la miscela ad alte dosi di un vaccino con steroidi possa produrre risultati spettacolari. In questo contesto, non dovremmo sorprenderci se dovessero emergere alcune pressioni inflazionistiche. Sebbene possano potenzialmente spaventare il mercato, stimiamo che saranno temporanee. Non dimentichiamo che le valutazioni percepite eccessive di un gran numero di asset finanziari o anche reali, come gli immobili, sono in gran parte ridotte a tassi di basso livello resi possibili dalla scomparsa del rischio di inflazione per due decenni. Tuttavia, picchi o sensazioni percepite, come le temperature, spesso hanno un impatto molto maggiore sui partecipanti al mercato rispetto ai dati effettivi".

Negli ultimi dieci anni abbiamo vissuto una crescita morbida con inflazione zero e tassi bassi. Una volta sconfitto il virus, il quadro cambierà drasticamente?

"Il virus ha costretto le banche centrali e soprattutto i governi a ritirare l’artiglieria pesante in modo coordinato, le autorità hanno dovuto decidere di girare la ruota e prendere una strada diversa rispetto al passato, poiché hanno sbattuto contro il muro molto più velocemente del previsto. Questa crisi non è quindi una frattura, ma un fantastico acceleratore di tendenze – nel bene e nel male – a livello tecnologico, comportamentale, ambientale ed economico".

Ma in attesa che questo accada voi di Decalia come avete posizionato i vostri portafogli?

"Lo abbiamo fatto in modo abbastanza costruttivo per lo scenario di alta reflazione che ho descritto. Ciò vuol dire avere un’esposizione significativa alle azioni e ad altre attività rischiose – come il credito, e in particolare il debito ad alto rendimento o subordinato – e sottopesare la liquidità e i titoli di Stato".

E all’interno del portafoglio azionario?

"Anche il posizionamento all’interno del portafoglio azionario sarà decisivo: per la prima volta da molto tempo, potremmo assistere a una sottoperformance dei titoli USA e tecnologici, mentre i titoli che più probabilmente beneficeranno di un’accelerazione della crescita (ciclica) o di un aumento dei tassi d’interesse ("valore") fungerebbero da locomotiva. Le prospettive per l’Europa, il Giappone e i mercati emergenti sarebbero quindi piuttosto favorevoli".

Come andrà l’oro?

"Le materie prime dovrebbero beneficiare complessivamente della reflazione attesa nei prossimi mesi, compreso l’oro, i metalli industriali probabilmente andranno bene, date le preoccupanti analogie tra il periodo in corso e quello del 2003-2004: sottoinvestimenti nella capacità produttiva, aumento della domanda strutturale (legata alla spesa per infrastrutture) e rischio macro di inflazione eo di caduta del dollaro".