La ministra della Pa, Fabiana Dadone (Ansa)
La ministra della Pa, Fabiana Dadone (Ansa)

Roma, 19 ottobre 2020. I rumors della vigilia prevedevano la possibilità che il nuovo Dpcm (qui il testo definitivo in Pdf) contenesse un'imposizione di quote specifiche per lo smart working (il lavoro agile da casa). Invece così non è: non c'è traccia della ventilata imposizione del 70-75% per i lavoratori pubblici (per il settore privato doveva essere prevista solo una raccomandazione in tal senso). Al momento quindi restano in vigore le attuali norme contenute nei precedenti Dpcm.

Ieri sera (domenica) in conferenza stampa, il premier Conte ha di fatto rimandato a un successivo provvedimento: "Incrementeremo con un provvedimento del ministro Dadone lo smart working".

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E la ministra della Pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, ha confermato che un decreto ministeriale della Funzione Pubblica promuoverà l'attuazione dello smart working nelle amministrazioni pubbliche. Lo ha annunciato, Dadone, in un post spiegando che servirà ad accompagnare la modulazioine e la strutturazione del lavoro agile tenendo in conto le molteplici esigenze dei territori e dei diversi enti. "La dinamica preoccupante dei contagi - scrive la ministra - chiede un ulteriore impegno all'Italia e le Pubbliche amministrazioni sono chiamate a dare il loro contributo. In una fase pandemica ancora difficile come quella attuale, è normale e fisiologico vedere e voler utilizzare lo smart working quale strumento di contrasto alla diffusione del virus".

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Prosegue la ministra: "Tuttavia, non possiamo prescindere dalle capacità organizzative delle singole amministrazioni, che non sono tutte uguali, e dalla necessità di rendere i servizi ai cittadini e soprattutto alle imprese che, ricordiamolo sempre, a differenza della primavera scorsa non sono in lockdown. Ecco perché abbiamo deciso di muoverci nel solco di quanto già stabilito dal Dpcm del 13 ottobre, che a sua volta conferma in sostanza l'impianto delle nostre norme risalenti al decreto Rilancio".

Le ipotesi sul tavolo

Per la Pubblica amministrazione si è discusso di ampliare la percentuale fino al 70-75%. In questo senso ieri (domenica) era arrivata anche una richiesta delle Regioni:  "Riorganizzare laddove possibile i tempi dei servizi e delle città. Estendere ovunque possibile il ricorso allo smart working, fino al 70%, a partire dalla Pubblica amministrazione per i lavoratori non impegnati nella gestione delle emergenze".

Intanto c'è già chi si muove. Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha annunciato che il Comune di Napoli si preparara a tronrare a percentuali di smart working attorno al 70-80%.