Andrea Telara

MILANO

NEL GERGO degli operatori finanziari si chiamano small cap, società di piccole e medie dimensioni che in borsa hanno una capitalizzazione limitata. Spesso i grandi investitori internazionali le snobbano ma, conti alla mano, le azioni delle small cap possono regalare grandi soddisfazioni a chi le acquista e riesce a individuare le aziende più solide e promettenti.

Lo sanno bene i gestori di Columbia Threadneedle Investments, casa d’investimenti internazionale che ha tra i suoi prodotti di punta un fondo azionario globale specializzato proprio nei titoli delle società a capitalizzazione ridotta. Si chiama Threadneedle (Lux) Global Smaller Companies Fund e negli ultimi 5 anni ha realizzato un rendimento netto annualizzato del 10,7% ogni 12 mesi (con dati aggiornati al 30 aprile 2019). «Le strategie del fondo si concentrano su società in crescita e di qualità elevata, che appaiono sottovalutate dal mercato», dice Alessandro Aspesi, country head Italia di Columbia Threadneedle Investments, che elenca tutta una serie di virtù che oggi molte small cap possiedono.

LE SOCIETÀ a bassa capitalizzazione tendono infatti a muoversi nel loro business di riferimento con un approccio maggiormente imprenditoriale rispetto alle grandi aziende e si concentrano spesso su nicchie di mercato assai fruttuose. Inoltre, le piccole e medie aziende sono spesso gestite direttamente dai loro proprietari o azionisti di maggioranza e possono contare su una maggiore flessibilità nell’organizzazione aziendale; «ciò consente loro di realizzare una migliore allocazione del capitale a lungo termine, destinando le risorse a investimenti che generano valore», aggiunge Aspesi. Oltre a possedere queste qualità legate alla loro natura, le società a piccola e medie capitalizzazione sono appetibili per gli investitori anche per una lunga serie di fattori legati alle condizioni dei listini internazionali.

«IL MERCATO è tendenzialmente meno efficiente con il diminuire della capitalizzazione delle aziende», dice ancora il country head Italia di Columbia Threadneedle Investments, sottolineando che le piccole e medie imprese finiscono sotto i riflettori dei media e degli analisti più raramente rispetto alle grandi società. Non di rado, dunque, gli investitori e la comunità finanziaria ignorano il potenziale di crescita di certe imprese, scambiandole a prezzi non adeguati al loro reale valore. Il che offre grandi opportunità di guadagno a chi invece ha la capacità di individuare per tempo le small cap più profittevoli. Non vanno inoltre sottovalutati altri due fattori importanti. Primo: le azioni delle società a bassa capitalizzazione sono spesso poco liquide. Basta cioè una quantità limitata di scambi per alterarne i prezzi in modo consistente. Tali anomalie possono comportare delle inefficienze, nel senso che certi titoli di aziende solide possono risultare eccessivamente penalizzati, offrendo però occasioni di guadagno nel medio e lungo periodo a chi riesce a scovare le small cap sottovalutate in borsa.

INFINE, c’è un terzo elemento da considerare: mentre certe small cap si concentrano solo su nicchie di mercato particolarmente redditizie, le grandi aziende sono invece quasi sempre dei conglomerati di business diversi tra loro, con alcune aree di attività meno efficienti che finiscono inevitabilmente per penalizzare la parti di business più fruttuose. Di conseguenza, conclude Aspesi, «l’investimento in società a bassa capitalizzazione consente ai gestori di portafoglio di acquisire un’esposizione pura ai temi più interessanti del mercato».