Il Green Deal italiano, per Legambiente, potrebbe basarsi su 170 opere pubbliche, individuate dall’associazione ambientalista come prioritarie. I criteri per la selezione sono stati l’utilità per i cittadini, il miglioramento della sicurezza sismica, idrogeologica e sanitaria, l’innovazione nel sistema della mobilità, la transizione energetica, un minore consumo delle risorse naturali e di materia. Ci sono, per esempio, la bonifica delle falde nelle province di Vicenza, Padova e Verona dai Pfas (gli acidi perfluoroacrilici, sostanze tossiche utilizzate nei processi industriali) per garantire l’acqua potabile, la messa in sicurezza della falda acquifera inquinata del Gran Sasso in Abruzzo, la bonifica della Valle del Sacco nel Lazio, la bonifica in Calabria di oltre 10 milioni di metri quadrati di coperture in Eternit, sempre in Calabria i 129 comuni in infrazione europea per la mancata e cattiva depurazione, il porto di Gioia Tauro senza collegamento ferroviario, la diga sul Metrano ancora incompiuta nonostante abbia inghiottito un mare di denaro pubblico. In Campania, continua Legambiente, pur essendoci finanziamenti disponibili, i Comuni non riescono a individuare i siti e realizzare gli impianti necessari per far funzionare il ciclo dei rifiuti.

La linea ferroviaria Pontremolese che collega Parma con La Spezia passando per la Toscana è per il 50% a binario unico, nonostante rappresenti un pezzo potenziale del corridoio Tirreno-Brennero. Roma aspetta, da oltre vent’anni, l’avvio dei lavori per gli ultimi 10 chilometri dell’anello ferroviario. Il nodo ferroviario di Genova tra crisi aziendali e attese giudiziarie è un cantiere infinito. Per le opere di cui è stato possibile avere il dato economico, gli investimenti già stanziati che aspettano di essere ben spesi sono pari a 15.871 milioni di euro, mentre gli investimenti che aspettano di essere finanziati sono pari a 14.190 milioni di euro.

e. c.