Internazionale, innovativa e in continua crescita, in tempi ordinari ma pure nel mezzo della pandemia. Questo, in pochi cenni, è il ritratto di Servizi Italia, società leader nel settore dei servizi integrati di noleggio, lavaggio e sterilizzazione di materiali tessili e strumentario chirurgico per gli ospedali quotata sul segmento Star di Borsa Italiana. Una realtà, quella dell’azienda di Castelligna di Soragna, venuta alla luce nella placida provincia di Parma, nel 1986, con alle spalle un percorso che l’ha portata ad essere presente con oltre 50 impianti produttivi in 7 Paesi: oltre all’Italia, Brasile, Turchia, India, Albania, Marocco e Singapore.

Il che significa un vero e proprio esercito di 3.700 fra collaboratori e dipendenti sparso per tutto il mondo, capace di generare, nel 2019, un fatturato pari a 262 milioni di euro (+4,6% anno su anno). E capace pure, secondo le ultime previsioni, di tenere la barra ben dritta anche quest’anno, quando, durante l’emergenza Coronavirus, gli oltre 1.900 lavoratori del comparto Italia si sono trovati ogni giorno a garantire i servizi di lavaggio e distribuzione di divise per quei medici, infermieri e volontari impegnati a contrastare l’incedere della malattia. "L’emergenza sanitaria ha cambiato alcune dinamiche all’interno del gruppo – ha raccontato Andrea Gozzi (nella foto), Chief operating officer di Servizi Italia –, tuttavia senza procurarci grandi scossoni". Infatti, ha proseguito Gozzi, "ci siamo subito adeguati alle esigenze degli ospedali con i quali collaboriamo, con grande flessibilità, tanto più che siamo stati coinvolti fin dall’inizio, essendo operativi, prevalentemente, nelle aree con un maggiore impatto del virus, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna".

Operativamente, poi, "si è registrato un incremento delle attività legate al ricondizionamento delle divise degli operatori sanitari, oltre a una maggiore richiesta di dotazioni rispetto a quanto pattuito nei diversi centri di utilizzo, compensando in parte le minori richieste di biancheria da letto". Anche se, "di contro, tutto il mondo della sterilizzazione ha registrato una contrazione delle attività produttive e, di conseguenza, una riduzione dei volumi e l’attivazione di tutti gli strumenti sociali per la salvaguardia del posto di lavoro dei nostri dipendenti". Inoltre la società, per venire incontro alle esigenze dei suoi dipendenti, ha approntato da subito anche tutte le procedure operative per evitare la diffusione del contagio e tutelare la salute e la sicurezza del personale e promosso attività di remote working, oltre a una copertura sanitaria straordinaria per tutelarlo in caso di ricovero per cause legate al Coronavirus e al contributo alla realizzazione di una pista ciclabile che collegasse il centro di Castellina alla sede aziendale, per consentire a tutti di arrivarvi in sicurezza. Fuori dai patrii confini, invece, è stato avviato un percorso imprenditoriale che punta all’internazionalizzazione e all’avanguardia tecnologica, con una presenta all’estero che, secondo Gozzi, "sarà un driver importante nei nostri piani di crescita". L’emergenza Covid, infine, ha anche dato nuovo impulso ad un progetto iniziato lo scorso anno, relativo all’innovazione tecnica dei servizi. È stato infatti rivisto l’intero circuito di movimentazione di tessili e strumentario in chiave più sostenibile.