Il D-day per il Green pass nel mondo del lavoro si avvicina. Da venerdì, infatti, per accedere ai luoghi di lavoro pubblici e privati bisognerà presentare la carta verde. E per i trasgressori non si scherza: rischiano la sospensione immediata dello stipendio fino a che non si mettono in regola e multe da un minimo di 600 a un massimo di 1.500 se tentassero di fare i furbi e entrassero lo stesso sul posto di lavoro. Coronavirus Italia: il bollettino del 12 ottobre Green pass obbligatorio, le piccole imprese temono di fermarsi Green pass obbligatorio, ecco come funzioneranno i controlli. La bozza dell'ultimo Dpcm A pochi giorni di distanza dall’entrata in vigore dell’obbligo sono ancora troppi i lavoratori non...

Il D-day per il Green pass nel mondo del lavoro si avvicina. Da venerdì, infatti, per accedere ai luoghi di lavoro pubblici e privati bisognerà presentare la carta verde. E per i trasgressori non si scherza: rischiano la sospensione immediata dello stipendio fino a che non si mettono in regola e multe da un minimo di 600 a un massimo di 1.500 se tentassero di fare i furbi e entrassero lo stesso sul posto di lavoro.

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A pochi giorni di distanza dall’entrata in vigore dell’obbligo sono ancora troppi i lavoratori non immunizzati: a seconda delle stime tra 2 milioni e mezzo e 4 milioni. Per i No vax l’unica alternativa alla vaccinazione – ovvero i tamponi rapidi o molecolari, che vanno comunque rifatti ogni 48 ore – è tutta in salita. C’è una querelle su chi paga i 15 euro del test (solo poche aziende si sono dette disponibili a farlo) ma, soprattutto, se tutti i lavoratori privi di Green pass volessero far ricorso ai tamponi, si rischierebbe un intasamento dei laboratori, che non sarebbero in grado di far fronte a una domanda da circa 10-15 milioni di test a settimana. Insomma, venerdì si annuncia una giornata calda ai cancelli delle fabbriche e agli ingressi degli uffici.

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Ma quanti sono i lavoratori senza certificazione Covid-19? Le stime del governo parlano di poco meno di due milioni e mezzo di persone, la maggior parte (2,2 milioni) lavoratori privati e il resto (250mila) del settore pubblici. Secondo la fondazione Gimbe, sarebbero invece quasi 4 milioni in totale (esclusi i lavoratori in nero). L’apparente discrepanza si spiega col fatto che la stima dell’esecutivo considera solo dipendenti pubblici e privati ma non 4,9 milioni di lavoratori autonomi (dei quali circa 1 milione senza Green pass) e neppure 2 milioni e 327mila disoccupati (427mila senza Green pass), mentre Gimbe parla solo di "vaccinati".

"Dei 3,2 milioni di dipendenti pubblici – è scritto nel documento del governo –, quelli non obbligati alla vaccinazione anti Covid-19 sono stimabili in poco oltre 900mila unità. Di questi, quelli già vaccinati sono stimabili, in base alla media della popolazione vaccinata, in circa 653mila unità (+50mila rispetto al 15 settembre scorso). Sulla base dei dati percentuali regionali della popolazione vaccinata e tenendo conto del 5% dei dipendenti obbligati ma non ancora vaccinati, è possibile stimare che circa 250mila dipendenti pubblici non siano ancora vaccinati (il 7,8% del totale), con percentuali estremamente variabili tra un territorio e l’altro".

"I lavoratori dipendenti dei comparti privati – osserva quindi la nota governativa – sono circa 14,6 milioni, per i quali è possibile stimare che siano stati rilasciati circa 12,4 milioni di Green pass (85% circa). Privi di carta verde risulterebbero, dunque, 2,2 milioni di lavoratori dipendenti dei comparti privati".

Gimbe spiega invece così i suoi dati. "Secondo l’ultimo report del governo – osserva il suo presidente, Nino Cartabellotta – ci sono 8,4 milioni di Italiani over 12 che non hanno ricevuto nemmeno una dose. Di questi, oltre 6,2 milioni sono persone in età lavorativa. Secondo i dati Istat del IV trimestre 2020, il tasso di occupazione nella fascia 20-64 anni è del 62,9%: sarebbero dunque 4 milioni i lavoratori non vaccinati, un numero che sale a 5 milioni, aggiungendo il ’sommerso’". La soluzione più semplice secondo Cartabellotta diventa dunque l’introduzione dell’obbligo vaccinale.