di Lorenzo Monachesi

Benvenuti nel futuro: basta varcare la porta di un Med Store, esperti Apple dal 1982, non solo per vivere il presente con strumenti all’avanguardia ma pure per essere proiettati nel domani grazie alla tecnologia e capire verso quale direzione si sta procedendo. "Ora – rileva Stefano Parcaroli, amministratore delegato Med computer Srl (gruppo Med Store) – la gente ha imparato a usare gli strumenti esistenti, penso per esempio alla video chiamata su Zoom, e ha potuto toccare con mano quanto la tecnologia possa essere d’aiuto anche nello studio e nel lavoro".

Adesso didattica a distanza e smart working sono infatti diventate parole di uso comune: quanto la pandemia ha accelerato la rivoluzione tecnologica?

"Come fornitori di prodotti e di servizi ci siamo resi conto che la pandemia ha fatto capire l’importanza della tecnologia per migliorare alcuni aspetti della vita. La rivoluzione non è stata dettata dalle novità, ma la novità è che la gente ha usato a imparare e a utilizzare queste tecnologie".

Come fate a far sì che la tecnologia sia alla portata anche di persone poco esperte di informatica?

"Offrendo consulenza a clienti e aziende. Si danno gli strumenti affinché il cliente abbia gli elementi necessari per scegliere il migliore prodotto per le sue esigenze, gli si danno le competenze per sfruttarlo completamente e non lo si lascia mai solo".

Quali sono le novità in vista?

"Aziende private e pubbliche sono alla ricerca di nuovi metodi per approcciarsi alla vendita. Si parla di tour virtuali nei negozi, nei musei e in tante altre strutture. Non solo, c’è la possibilità di potere vedere dettagliatamente un oggetto tridimensionale attraverso lo schermo dello smartphone o testare nuove idee (realtà aumentata) o visitare luoghi esistenti o che ci saranno un giorno (tour virtuali)".

In pratica stando a casa si può visitare un museo o un altro luogo?

"Esatto. Stiamo scansionando i musei marchigiani per tour virtuali ma stiamo anche preparando un tour nel nostro museo Apple e nell’auditorium, una struttura che ancora non esiste realmente perché la sua realizzazione è stata frenata dalla pandemia".

Come è nata l’idea di allestire un museo Apple?

"È un modo per raccontare agli studenti e un po’ a tutti la storia dell’elettronica, dell’informatica e come è cambiata la società".

Dici Med e pensi subito ai prodotti Apple: come è nata questa unione che continua nel segno del successo?

"Abbiamo iniziato nel 1982 quando pochi conoscevano questo marchio. Mio padre ha avviato la collaborazione con Apple dopo averne scoperto i prodotti nelle fiere. Da allora ha iniziato a importarli vedendone le enormi potenzialità e rinunciando a un posto di lavoro nelle cartiere di Fabriano dopo gli studi in ingegneria elettronica. Da allora non abbiamo mai abbandonato i prodotti Apple".

Il gruppo Med Store non è solo vendita di hardware, su cosa vi siete anche specializzati?

"Abbiamo un altro ramo aziendale dedicato allo sviluppo software, poi una rete di assistenza autorizzata Apple. Possiamo contare su negozi e su una rete commerciale che si muove su tutta Italia per seguire professionisti e aziende piccole, medie e grandissime che si appoggiano a noi per i loro sistemi informatici. Poi ci vengono chieste forniture di hardware e software da aziende per le loro sedi in Italia e in Europa. Abbiamo un nostro marchio accessori (Tunit) per dispositivi, adesso con Guzzini abbiamo realizzato una custodia per iPhone che ha la peculiarità di essere antibatterica e prodotta con materiale riciclato".

Quali sono i progetti per il 2021?

"Abbiamo 21 punti vendita e abbiamo in cantiere l’apertura di altri cinque. Vogliamo crescere nell’online – conclude Stefano Parcaroli – e investire ancora nel mondo delle aziende ampliando la nostra copertura e la rete commerciale e di venditori".