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GIORGIA DE CUPERTINIS
Economia

Mobilità insegnanti, ci saranno 50mila posti. Ecco i tempi e i modi

Anche quest'anno sono attese migliaia di richieste di trasferimenti geografici e cambiamenti di cattedra che potranno portare a nuove assunzioni

Nei prossimi giorni è attesa l’ordinanza del ministero dell’Istruzione sulla nuova mobilità nella scuola per l’anno 2023-2024. E i termini per la presentazione della domanda dovrebbero aprirsi a fine febbraio e chiudersi a metà marzo.

Insegnanti
Insegnanti

I tempi

La fase dei trasferimenti, infatti, è indispensabile per programmare le assunzioni dei docenti di settembre 2023: dal calcolo delle cattedre rimaste vacanti, arriva l’autorizzazione del ministero dell’Economia e delle Finanze sulle nuove assegnazioni in ruolo. 

​Trasferimenti: quanti e dove?

Un passaggio di certo non indifferente, visto come negli ultimi cinque anni – così come emerso dai dati di Cisl Scuola – siano stati coinvolti 273mila insegnanti, a vario titolo: la maggior parte ha presentato domanda per il trasferimento all’interno della stessa provincia, mentre solo 70mila istanze hanno riguardato la mobilità da una provincia a un’altra

Cambiamenti anche di cattedra

La mobilità docenti, in altre parole, consiste di fatto nel trasferimento dell’insegnante da una sede a un’altra o nel cambio di ruolo-cattedra: un docente di qualsiasi materia – ma soltanto se assunto a tempo indeterminato – potrà così richiedere lo spostamento presentando un’apposita domanda.

La comunicazione del Miur

Ogni anno infatti, il MIUR (il Ministero dell'istruzione e del Merito) indice un bando proprio per la mobilità, indicando posti disponibili, modalità di partecipazione e requisiti: la domanda di mobilità, che si tratti di mobilità territoriale o professionale, va presentata attraverso il portale 'Istanze online' messo a disposizione.

Vincolo di permanenza triennale: cambiamenti in vista

La novità, però, è che si starebbe lavorando per allentare il vincolo di permanenza triennale dei docenti nella sede di titolarità, imposto dalle ultime ordinanze scolastiche. Si tratta però di un percorso legislativo non del tutto semplice, soprattutto per i paletti imposti dalla Commissione europea che preferisce la certezza della continuità didattica ai trasferimenti degli insegnanti: i numeri della mobilità dello scorso anno segnano trasferimenti nella media, limitati a 50mila insegnanti, più o meno in linea con i dati dei precedenti anni.