di Elena Comelli Assist a Mediaset dal governo contro una potenziale scalata da parte di Vivendi, proprio nel giorno dei risultati trimestrali positivi, festeggiati in Borsa da un +5,5%. L’emendamento per blindare l’azionariato del Biscione è stato inserito ieri nel decreto Covid dalla relatrice Valeria Valente (Pd) e approvato dalla commissione Affari Costituzionali del Senato con l’astensione della Lega (che a Palazzo Madama vale come voto contrario), anche se in mattinata fonti parlamentari di maggioranza avevano fatto sapere che la proposta era "condivisa con l’opposizione" e...

di Elena Comelli

Assist a Mediaset dal governo contro una potenziale scalata da parte di Vivendi, proprio nel giorno dei risultati trimestrali positivi, festeggiati in Borsa da un +5,5%. L’emendamento per blindare l’azionariato del Biscione è stato inserito ieri nel decreto Covid dalla relatrice Valeria Valente (Pd) e approvato dalla commissione Affari Costituzionali del Senato con l’astensione della Lega (che a Palazzo Madama vale come voto contrario), anche se in mattinata fonti parlamentari di maggioranza avevano fatto sapere che la proposta era "condivisa con l’opposizione" e nasceva "dallo stimolo dei ministri Gualtieri e Patuanelli".

In serata, poi, anche l’Aula di palazzo Madama ha dato l’ok, con il Carroccio che ha deciso di astenersi. Matteo Salvini è intervenuto per non alimentare voci su un braccio di ferro con Silvio Berlusconi: "Ci siamo parlati. Non credo all’inciucio col governo – ha sentenziato – Mediaset è una grande azienda italiana che va tutelata a prescindere dalle simpatie politiche". Per questo il Carroccio ha deciso di astenersi sul decreto nel suo passaggio in Senato.

La misura "nasce per tutelare le aziende italiane, una sorta di golden power estesa alle telecomunicazioni, tanto più importante in una fase così critica per l’Italia che le nostre aziende rischiano di diventare facile preda di appetiti stranieri". L’obiettivo dichiarato è di colmare il vuoto normativo creato dalla sentenza della Corte Ue, che il 3 settembre ha bocciato parte della legge Gasparri, accogliendo il ricorso di Vivendi sul Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici e stabilendo che la norma italiana che impedisce al gruppo francese di acquisire il 28% del capitale di Mediaset "è contraria al diritto dell’Unione".

Nelle more della revisione della disciplina del settore, invece di far scattare gli automatismi previsti dal Testo unico che impone determinate soglie di partecipazione a chi opera sia nelle tlc che nei media, l’Agcom potrà così avviare un’istruttoria da concludere entro sei mesi per valutare se l’operazione incide negativamente sul pluralismo informativo. Nel caso di Mediaset, l’Agcom potrebbe avviare un nuovo esame su quel 20% di Vivendi attualmente congelato in una fiduciaria, in attesa della sentenza civile del Tribunale di Milano sulla causa per danni da tre miliardi chiesti dal Biscione.

Intanto il Biscione resiste agli effetti dell’emergenza sanitaria sull’economia e, anzi, mette a segno risultati trimestrali che superano le stime degli analisti. Nel terzo trimestre dell’anno, Mediaset ha registrato un utile netto di gruppo di 29,4 milioni, permettendo un risultato positivo anche per il complesso dei primi nove mesi pari a 10,5 milioni.

Nel periodo cumulato i ricavi sono stati di 1.722 milioni contro i 2.030 dei primi nove mesi del 2019. E le stime per il quarto trimestre fanno prevedere al Biscione di ottenere per l’intero 2020 un risultato operativo e netto consolidato positivi.