Giorgio Chiappa, (nella foto) milanese, classe 1973, ha ormai alle spalle un quarto di secolo di carriera. Sono stati 25 anni trascorsi viaggiando a lungo per lavoro e ricoprendo via via nuovi incarichi come manager in diversi gruppi multinazionali, da Promelit-LG, da Ericsson a Xerox fino a Sharp, solo per citare qualche nome.

Eppure, nonostante una carriera in ascesa, Chiappa ha coltivato per lungo tempo il sogno di fare qualcosa in proprio, di mettere in pratica le sue idee imprenditoriali, maturate e coltivate giustappunto in quel quarto di secolo ricco di esperienze, durante quei viaggi carichi di impegni. Il suo sogno, alla fine, si è realizzato a partire dal 2016, quando Chiappa ha deciso di fare il grande passo. Assieme a un gruppo di soci, poi liquidati nel 2018, ha fondato Digital Company Italia, un’azienda di cui oggi è amministratore unico e che ha la sua specialità soprattutto in due segmenti di business molto vitali: l’office automation e il display solution. Chi non è un addetto ai lavori forse non sa neppure cosa sia, ma oggi l’office automation è quell’insieme di attività che fanno viaggiare, anche in smart working, a pieno regime gli uffici di molte aziende, pieni zeppi di personal computer, stampanti multifunzioni e altri dispositivi digitali, necessari per produrre e gestire una montagna di documenti.

"Nell’office automation – dice Chiappa –, forniamo ai nostri clienti soluzioni chiavi-in mano, con i dispositivi che vengono dati in locazione e che beneficiano di un’assistenza tecnica continuativa sull’intero territorio nazionale". Con le aziende clienti, insomma, si instaura un rapporto continuativo, che dura nel tempo e non si esaurisce certo nella semplice attività di vendita. La stessa cosa avviene per l’altro importante ramo di business di Digital Company Italia. Stiamo parlando della display solution, cioè quell’insieme di attività che consente alle aziende di comunicare con i propri clienti e diffondere contenuti attraverso gli schermi digitali.

Quante volte, per esempio, si vedono in spazi pubblici o nei centri commerciali dei monitor di nuova generazione che danno importanti informazioni, dagli orari di apertura e chiusura dei negozi alle previsioni meteo, oppure che promuovono qualche nuovo prodotto. Ebbene, pure dietro questi dispositivi c’è spesso un’alta componente di servizio e competenza, che non si limita soltanto alla fase di vendita e installazione ma si estende anche alle attività di gestione a distanza, sostituzione o riparazione, nel caso di qualche inconveniente tecnico. Lo sanno bene anche i manager di Game Stop, nota catena multinazionale del gaming e che nel nostro Paese ha deciso di rinnovare la comunicazione multimediale nei propri store, affidandosi proprio a Digital Company Italia per l’installazione di migliaia di display a marchio Philips e per gestire poi questa nuova dotazione.

"Anche per tale tipologia di attività, i clienti sanno che possono contare su di noi e sui nostri servizi customizzati" dice ancora Chiappa, che sottolinea un altro aspetto: "Un nostro punto di forza è aver saputo mettere in campo una proposizione capillare su tutto il territorio nazionale, in un mercato tradizionalmente molto frammentato, caratterizzato per lo più da player locali che assicuravano la copertura dei loro territori di riferimento". I risultati di questa strategia, secondo il fondatore di Digital Company Italia, sono nei tassi di crescita dell’azienda, che quest’anno, da gennaio ad agosto, ha visto crescere il proprio giro d’affari di oltre il 40%, nonostante l’economia italiana e internazionale sia messa a dura prova dagli effetti della pandemia del Covid-19. In questa avventura, al fianco di Chiappa, c’è il suo amico e socio Davide Pedretti Biagioni, ricercatore e matematico, che segue tutta la struttura tecnica e di ricerca e sviluppo. Nella vita privata di Chiappa c’è invece soprattutto la famiglia, a cominciare da suo figlio di 4 anni che, non a caso, ha le stesse iniziali del nome dell’azienda: DC, come Digital Company, l’altra creatura che oggi riempie la vita di Giorgio Chiappa.

Andrea Telara