All’origine era un santo: San Lorenzo. All’origine produceva a Viareggio cabinati in compensato marino che già avevano la matrice della passione e la garanzia di navigare bene. Origini lontane, si parla del 1958. Poi la crescita, i passaggi societari, la voglia di affermarsi ulteriormente. Finché nel 2005 il cantiere passa al cavalier Massimo Perotti (nella foto in basso), che ha le idee chiare: lasciar perdere i grandi numeri di piccole barche e far proprio il valore del made in Italy, produzione di elite e in grande. Il santo si fa da parte, siamo sulla terra e sul mare con le leggi del business: il nome diventa Sanlorenzo, l’obiettivo è il lusso intelligente. La formula funziona, presto i cantieri diventano ben quattro: Viareggio, La Spezia (nella foto in alto il varo di un super yacht), Ameglia e Massa. Ciascuno con la propria specializzazione che per tutti ha un imperativo: customizzazione. Ovvero produzione sartoriale, come nella grande moda. Tutto il contrario del mitico imperativo di Ford secondo cui si poteva avere una Ford del colore preferito "purché fosse nero". Altre epoche, altre filosofie.

Oggi Sanlorenzo è uno dei marchi degli accreditati come altissimo artigianato del made in Italy sul mare. Lo confermano il fatturato, l’espansione sui mercati più lontani, il management. L’idea di Massimo Perotti ha prodotto una ‘macchina’ di successo che non solo non ha risentito delle recenti crisi, ma ha anche impegnato il proprio vertice in un’operazione di salvataggio che potrebbe concludersi entro un paio di mesi, quella dell’altro prestigioso ma troppo settoriale cantiere Perini Navi. Ne stanno parlando in Italia e all’estero, anche se in un’operazione così delicata gli stessi protagonisti tendono alla prudenza. Lo stesso cavalier Perotti è stato chiaro: non si tratta di un’operazione ostile ma di un salvataggio, mantenendo nella società anche la famiglia Tabacchi e valorizzando la linea dei grandi velieri di prestigio. Sono in corso i controlli finanziari, entro luglio l’operazione potrebbe concludersi.

La crescita del marchio sta avendo importanti sviluppi anche in Asia. In meno di sei mesi sono stati venduti a Hong Kong cinque yacht di alto livello, aprendo una strada che sembra solo all’inizio. A conferma che in questo campo l’esclusività e il giusto mix tra tecnologia e lusso sono vincenti ovunque.

Il successo di Sanlorenzo, che in termini economici ha posto il gruppo tra i primi cinque del settore, ha fatto da traino alla recente creazione un nuovo distretto produttivo dedicato alla nautica e a tutte le attività ad essa connesse, grazie alla stesura del protocollo d’intesa ‘Il Miglio Blu – La Spezia per la Nautica’ .

Il protocollo è stato firmato pochi giorni fa dallo stesso Massimo Perotti, come executive chairman di Sanlorenzo, insieme al sindaco di La Spezia Pierluigi Peracchini, al presidente della Regione Giovanni Toti e ai rappresentanti dei principali cantieri navali liguri. C’è un doppio, chiaro intento: la volontà di far conoscere bene alle istituzioni la potenzialità del comparto e indirizzare anche le aziende nautiche verso una forma di collaborazione concreta he aiuti sia a produrre, sia a snellire certi passaggi burocratici anche a livello regionale. A conferma che pur nei momenti più difficili la grande nautica può essere ed è una risorsa primaria.