Rischi e opportunità. È il binomio di fattori che oggi definiscono lo scenario dei mercati finanziari, in un mondo ancora alle prese con la pandemia del Covid-19. Mentre l’economia dei maggiori paesi industrializzati è in recessione, sulle Borse internazionali ci sono però alcuni titoli scambiati a prezzi interessanti, almeno in un’ottica di medio lungo termine.

La pensa così anche David Dudding (nella foto), gestore del fondo Threadneedle (Lux) Global Focus della casa d’investimenti internazionale Columbia Threadneedle. Il fondo gestito da Dudding ha come tratto distintivo una caratteristica particolare: investe in un numero limitato di azioni, una quarantina in tutto, con un processo di selezione dei titoli che ha come focus le aziende che oggi presentano vantaggi competitivi duraturi e che hanno buone chance di macinare ricavi e profitti anche in futuro, indipendentemente dalle condizioni del mercato. Si tratta in prevalenza di large cap, cioè di società con una larga capitalizzazione, che sono spesso leader nei settori in cui operano o che beneficiano di barriere all’entrata contro i concorrenti e di trend strutturali dell’economia e della società.

"Da tempo il mondo è in un contesto a crescita economica relativamente bassa", sottolinea Dudding, che ricorda tutta una serie di elementi che hanno determinato questo scenario: gli alti livelli di indebitamento nei paesi sviluppati e l’invecchiamento della popolazione, l’impoverimento delle classi medie delle nazioni occidentali e l’impatto dirompente della tecnologia, che in alcuni settori tiene sotto pressione i prezzi con un effetto deflazionistico. In tale contesto, ci sono però aziende che hanno vinto la sfida della globalizzazione e hanno cavalcato egregiamente i cambiamenti e i trend. "Si tratta di società concentrate relativamente in pochi settori e tra fasce limitate della popolazione", aggiunge Dudding. Per avere rendimenti sui mercati azionari, dunque, meglio indirizzarsi proprio su queste aziende e farlo con un’ottica di medio e lungo termine.

"Solitamente seguiamo un approccio buy-and-hold (compra e tieni nel portafoglio, ndr) e il nostro obiettivo è spesso quello di mantenere le posizioni sui titoli per diversi anni", dice ancora Dudding, che aggiunge: "Tradizionalmente abbiamo sempre mantenuto la tendenza ad avere un’esposizione in sovrappeso nel portafoglio sul settore della sanità, perché vi è una crescita strutturale dei consumi di servizi e di assistenza alla salute, man mano che la popolazione invecchia". Un altro settore su cui il fondo ha una notevole esposizione è ovviamente quello della tecnologia, in particolare nel segmento dei software, dove i costi marginali di creazione e lancio di nuovi prodotti sono molto bassi. Il gestore di Columbia Threadneedle dice inoltre di apprezzare aziende come Mastercard che assieme a Visa controlla l’85% del mercato dei pagamenti con carta e che beneficia di un trend strutturale: la crescita del commercio elettronico che si basa ovviamente su transazioni digitali, alternative all’uso del denaro contante.

"Abbiamo inoltre una propensione a investire in aziende asiatiche o in multinazionali che sono presenti in forze in quest’area geografica del pianeta", continua Dudding, ricordando che oltre metà della popolazione mondiale oggi vive in Oriente e che in quella parte del mondo si è creata ormai una notevole ricchezza che non può essere ignorata dagli investitori internazionali.

Con l’arrivo e con l’intensificarsi della pandemia del Coronavirus, i gestori del fondo Threadneedle (Lux) Global Focus hanno apportato alcuni cambiamenti al portafoglio, in gran parte a seguito dei violenti mutamenti dei prezzi visti negli ultimi mesi. Sono state per esempio assunte alcune posizioni sulle azioni Danaher, un’azienda statunitense che opera nel settore delle scienze della vita, e sui titoli di Disco, una società giapponese che si occupa di semiconduttori. "Se c’è un effetto positivo che il Covid-19 ha portato, tra i tanti negativi – dice Dudding – è quello di aver creato maggiori opportunità d’investimento tra le aziende destinate a essere vincitrici nel lungo termine, i cui titoli sono stati venduti in modo sproporzionato".

Andrea Telara