di Giuliano Molossi

È leader in Italia del beverage analcolico con una quota a volume del 16%, un fatturato consolidato di 778 milioni di euro, sei stabilimenti in Italia, 4 insediamenti produttivi all’estero, 2115 dipendenti, 4,6 miliardi di bottiglie vendute in un anno, presente sulle tavole di 20 milioni di famiglie italiane e all’estero in 100 Paesi. Numeri importanti ma che da soli non bastano a spiegare i primati di un’azienda orgogliosamente tutta italiana, la San Benedetto di Scorzè (Venezia) presieduta da Enrico Zoppas, 74 anni, grande famiglia di imprenditori. Del successo di San Benedetto parliamo con Vincenzo Tundo, 56 anni, direttore marketing e trade marketing Italia del gruppo.

Da anni siete leader di mercato. Come si batte la concorrenza?

"Grazie a una grande competenza che consente di sviluppare in maniera molto efficiente l’innovazione e alla capacità di rispondere tempestivamente ai bisogni dei consumatori arrivando prima e meglio degli altri. Siamo leader del beverage analcolico italiano da cinque anni consecutivi, quest’anno è stato difficile ma dovremmo non solo consolidare ma accrescere la nostra quota. Tra le ragioni del primato un ruolo importante è dato dall’essere un’azienda totale, con una vastissima gamma di prodotti per tutti i gusti".

San Benedetto è acqua ma anche succhi, bibite, the. Sul vostro fatturato che percentuale ha l’acqua?

"Vale il 60% dei volumi e il 40% del fatturato. Siamo il primo player delle acque minerali italiane e nel comparto del the con una quota del 30%, primi nel comparto delle bibite gassate senza zucchero col 31%, primi nelle toniche con Schweppes, primi negli sport drinks con Energade, insomma il primato si declina in tutte le categorie in maniera trasversale".

La gente è sempre più attenta alle calorie e agli zuccheri?

"Sì, noi abbiamo una parola chiave al centro delle nostre attività: cura, in inglese "care", cura verso l’ambiente, cura verso la salute pensando a prodotti senza conservanti, senza coloranti, senza additivi, eliminando gli zuccheri aggiunti, riducendo sensibilmente le calorie. Abbiamo una vasta gamma di prodotti che vanno incontro alle esigenze del consumatore. Bevande funzionali, come l’innovativa ‘Skincare’, arricchita con collagene, zinco e acido ialuronico, che ha vinto il Global Water Drinks Award 2020. I consumatori sono sempre più attenti ai benefici funzionali dei prodotti e cercano bevande salutari".

Innovazione per voi che cosa significa?

"Packaging, formati, prodotto. È nel nostro Dna. La famiglia Zoppas nasce dalla tradizione dell’elettrodomestico e si porta dietro un bagaglio di know how e di competenze tecnico-produttive che ha poi sviluppato e consolidato su un altro business, quello delle acque minerali. L’innovazione è su tutta la filiera. C’è una serie di passaggi di trasformazione per arrivare al prodotto finito che molte aziende fanno esternamente e che noi abbiamo in casa e questo ci consente di essere più efficienti, più competitivi e veloci degli altri".

La sostenibilità ambientale può andare di pari passo con la produttività?

"Certamente, sono integratissime. Nel 2009 abbiamo sottoscritto un accordo con il Ministero dell’Ambiente per calcolare le emissioni di gas a effetto serra in tutti i settori del gruppo e attuare un piano di lavoro che ci consentisse una riduzione di queste. In tutto il nostro gruppo c’è grande consapevolezza su questi temi. Quello che ieri era uno scarto oggi diventa una risorsa. Come posso ottimizzare tutte le varie fasi del processo produttivo, in termini di riduzione di pesi, di spazi, di trasporti, di recupero materiali. È questo che ci differenzia da tutti gli altri. Non tanto l’utilizzo di una quantità più o meno alta di Pet riciclato, ma l’aver adottato una filosofia che ci ha portato in 5 anni alla riduzione di gas effetto serra del 18,7% sui prodotti della Linea Ecogreen e questo per noi non è certo un punto d’arrivo. L’obbiettivo è quello di arrivare a un prodotto a impatto zero, a una idea di impresa a impatto zero".