Nel 2019 i pagamenti elettronici nel nostro Paese hanno raggiunto 270 miliardi di valore complessivo (+11%)
Nel 2019 i pagamenti elettronici nel nostro Paese hanno raggiunto 270 miliardi di valore complessivo (+11%)

Nulla sarà come prima. La profezia sugli effetti dell’epidemia da Coronavirus, ripetuta come un mantra da molti opinionisti nelle ultime settimane, potrebbe avverarsi innanzitutto nelle modalità con cui gli italiani pagano le loro spese per i beni di consumo. Da quando è scattato il lockdown e milioni di nostri connazionali sono rimasti chiusi in casa per fermare la pandemia, si è assistito infatti a un aumento significativo dei pagamenti digitali, cioè delle transazioni effettuate con strumenti alternativi al contante come la carta di credito o gli smartphone, i telefonini di ultima generazione. A dirlo è una recente rilevazione della società di ricerche Nomisma, secondo cui la quarantena ha spinto molte famiglie a usare meno la moneta di carta e sempre più spesso quella elettronica o di plastica. Nello specifico, il 40% degli intervistati da Nomisma ha dichiarato di aver ridotto l’uso del contante rispetto al mese precedente il lockdown, mentre una quota significativa ha invece dichiarato di aver incrementato l’uso dei pagamenti digitali.

Le carte prepagate sono state utilizzate con maggiore frequenza dal 32% degli utenti mentre il 26% del campione ha incrementato l’uso delle credit card. C’è poi una quota del 28% degli intervistati che dice di aver fatto uso più di prima dei new digital payments, per esempio quelli effettuati con i dispositivi mobili di ultima generazione come appunto gli smartphone. Alla base di questo trend c’è la quarantena forzata che ha spinto milioni di italiani a comprare molti beni e servizi via internet, con il commercio elettronico. E i pagamenti online, si sa, possono essere eseguiti esclusivamente con strumenti digitali, lasciando i contanti nel portafoglio. Ecco allora che sorge spontaneo un interrogativo: cosa accadrà dopo la fine dell’emergenza Covid-19? L’auspicio di molti addetti ai lavori è che non ci sia un nuovo passo indietro, cioè che i pagamenti digitali restino un’abitudine per un numero sempre maggiore di italiani. È un po’ lo stesso augurio che diversi osservatori fanno quando si parla di smart working, il lavoro a distanza che oggi svolgono molti nostri connazionali in quarantena. Molti dipendenti del settore dei servizi stanno eseguendo le loro mansioni da casa, senza alcuna flessione nella produttività ed evitando al contempo di intasare di traffico le città. Proprio per questo, oggi sono in tanti a pensare che lo smart working resti un’abitudine per molte persone anche dopo la fine dell’emergenza, con ricadute positive sulla qualità della vita personale e familiare dei lavoratori.

Per quanto riguarda la crescita dei pagamenti digitali, però, è bene frenare un po’ gli entusiasmi. Le rilevazioni di Nomisma evidenziano infatti un particolare tutt’altro che trascurabile: il maggior utilizzo delle transazioni elettroniche è stato generato soprattutto da consumatori che già prima erano abituati a pagare con le credit card o con il telefonino e che hanno semplicemente aumentato il numero di operazioni pro capite.

È rimasto invece più o meno stabile, secondo Nomisma, il numero totale di utilizzatori, cioè la quota di italiani che usa i pagamenti digitali piuttosto che il denaro liquido. Per far decollare la transazioni di nuova generazione, bisognerebbe invece aumentare anche la platea dei nostri connazionali che li usa abitualmente. Al di là dei dati di breve periodo legati alla pandemia, è tuttavia innegabile che le transazioni elettroniche stiano vivendo una lunga stagione di crescita, grazie all’affermarsi di nuove abitudini di consumo, soprattutto tra le generazioni più giovani. Per rendersene conto basta passare in rassegna i dati diffusi dalla business school del Politecnico di Milano che sui pagamenti digitali ha creato un vero e proprio osservatorio permanente il cui ultimo report annuale è stato diffuso il 15 aprile scorso.

Nel 2019, i pagamenti con carta in Italia hanno raggiunto un valore complessivo di 270 miliardi di euro, con una crescita dell’11% rispetto all’anno precedente. Inoltre è aumentato il numero delle operazioni pro capite, cioè svolte annualmente dal titolare della credit card: erano mediamente 71 nel 2018 e sono salite a 83 nel 2019. Tra i pagamenti con carta, sono cresciuti notevolmente quelli con le contactless, cioè le credit card che consentono di saldare il prezzo di acquisto in maniera ultraveloce, avvicinandole al terminale Pos dei negozi, senza la classica strisciata. Nel 2019 il valore dei pagamenti effettuati con le contactless (che sono utilizzate spesso anche per piccoli acquisti) ha raggiunto in Italia i 63 miliardi di euro, con un aumento del 67% rispetto all’anno precedente.