di Achille Perego Dopo l’allarme sulla nuova stangata di ottobre per le bollette della luce e del gas – col governo impegnato a contenere aumenti che, per l’energia elettrica, potrebbero arrivare fino al 40% – il caro-prezzi ha colpito ancora il pieno di carburante. Secondo le rilevazioni settimanali del ministero della Transizione ecologica, infatti, la benzina in modalità self ha raggiunto il prezzo medio di 1,671 euro al litro (+8,58 cent), la quotazione...

di Achille Perego

Dopo l’allarme sulla nuova stangata di ottobre per le bollette della luce e del gas – col governo impegnato a contenere aumenti che, per l’energia elettrica, potrebbero arrivare fino al 40% – il caro-prezzi ha colpito ancora il pieno di carburante. Secondo le rilevazioni settimanali del ministero della Transizione ecologica, infatti, la benzina in modalità self ha raggiunto il prezzo medio di 1,671 euro al litro (+8,58 cent), la quotazione più alta da ottobre 2014 (1,681). Il gasolio, invece, è salito a 1,517 euro al litro (+6,58 cent), il massimo da maggio 2019.

Valori che lunedì, secondo l’elaborazione di Quotidiano Energia sono apparsi anche più alti, rispettivamente 1,673 per la verde e 1,519 per il diesel. In un anno, denuncia il presidente dell’Unione nazionale consumatori Massimo Dona, la benzina è aumentata del 20,3% (a settembre 2020 costava 1,389 euro al litro) e il gasolio del 19,7% (1,267 euro dodici mesi fa). Per fare un pieno da 50 litri, quindi, oggi si spendono 14,10 euro in più per la verde e 12,46 per il diesel, pari a una stangata su base annua rispettivamente di 338 e 299 euro. Per questo, avverte Dona, il governo deve intervenire "anche sul caro benzina, riducendo le accise. Altrimenti queste voci rischiano di far schizzare verso l’alto l’inflazione, con ripercussioni sul potere d’acquisto delle famiglie".

Famiglie che, solo per i rifornimenti di carburante, devono mettere in conto "una maxi-stangata da 8,2 miliardi", aggiunge il presidente di Assoutenti Furio Truzzi, che parla di "vero e proprio allarme prezzi e tariffe". La corsa delle materie prime, a partire dal petrolio tornato sopra i 70 dollari al barile, spinta dalla ripresa economica post-Covid, non solo sta rendendo sempre più cari carburanti ed energia, col rischio di aumenti per luce e gas stimati dai consumatori a ottobre di 500 euro all’anno (senza il paracadute del governo), ma rischiano di pesare anche sul carrello del supermercato. Con quello che Coldiretti definisce il rischio di un "effetto valanga sulla spesa", a partire dalla frutta e la verdura, dove il costo della logistica incide per il 30-35%. Con il pericolo, come aveva avvertito qualche giorno fa il presidente di Ancc-Coop e Coop Italia, Marco Pedroni, che alla Gdo vengono chiesti dall’industria adeguamenti dei listini dell’8-10%.