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7 giu 2022

Salario minimo, cosa cambierebbe in Italia con la soglia dei 9 euro

Un lavoratore su tre guadagna meno del limite previsto dalle proposte in campo. Vantaggi per colf, badanti, per chi lavora nel turismo e nella ristorazione. Escluse le partite Iva

7 giu 2022

Roma, 7 giugno 2022 - Come sarebbe l’Italia del lavoro a 9 euro l’ora, se dovesse passare la proposta di legge sul salario minimo, all’esame della Commissione Lavoro del Senato, dell’ex Ministro grillino Nunzia Catalfo? Quali categorie di lavoratori trarrebbero vantaggio? E chi rischierebbe, al contrario, addirittura di rimetterci? Una mappa può tornare utile per mettere a fuoco i salvati, ma anche i sommersi della possibile paga base inderogabile fissata per legge. Sotto la soglia dei 9 euro Sono circa 4,6 milioni i lavoratori sotto il limite dei 9 euro l’ora lordi, circa il 30% del totale. Ma se scendiamo più nel dettaglio, si scopre che la quota è del 20% nel settore privato, del 35% tra gli operai agricoli e raggiunge addirittura il 90% dei lavoratori domestici. Aumentare la retribuzione oraria a 9 euro "puliti" (aggiungendo a parte Tfr, contributi, tredicesima e via di seguito) significa trasferire nelle tasche dei lavoratori 8,4 miliardi di euro, secondo i dati dell’Inps. Se, invece, i 9 euro sono comprensivi anche delle altre voci aggiuntive, i lavoratori che vedrebbero più soldi in tasca sono 2.840.000, con 3,4 miliardi di euro di stipendi in più. Si comprende bene, dunque, come la prima cosa da definire – e che la proposta Catalfo lascia aperta – è la stessa nozione quantitativa di salario minimo. Le categorie "sott’acqua" A parte colf e badanti, sotto il minimo ipotizzato – come indica la relazione di accompagnamento della proposta Catalfo, considerando i contratti collettivi tra i più applicati secondo i dati forniti dall’Inps – si possono individuare altre categorie di lavoratori: quelli del settore del turismo (con trattamento orario minimo a 7,48 euro), quelli delle cooperative nei servizi socio-assistenziali (7,18 euro), i dipendenti delle aziende dei settori dei pubblici esercizi, della ristorazione collettiva e commerciale (7,28 euro), quelli dell’abbigliamento (7,09 euro). Ma ...

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