Michael O'Leary (ImagoE)
Michael O'Leary (ImagoE)

Roma, 1 maggio 2020 - Corre ai ripari Ryanair per arginare la crisi dovuta alla pandemia di Coronavirus. La compagnia aerea irlandese sceglie il primo maggio per annunciare un piano di esuberi che partirà a luglio e che prevede il taglio fino a 3mila dipendenti tra piloti e personale di bordo. Una riduzione del 15% della forza lavoro, necessaria per contenere i costi dal momento che la maggior parte dei voli resterà a terra almeno fino a luglio. In vista anche la chiusura di diverse basi in Europa e il taglio degli stipendi. Da stime di Ryanair, la domanda dei passeggeri non dovrebbe tornare su livelli pre-Covid 19 fino all'estate 2022. Per aprile, maggio e giugno la previsione è di far operare meno dell'1% dei voli. La compagnia low cost irlandese conta circa 18mila dipendenti in tutto il mondo. 

La nota

Il gruppo ha diffuso una nota in cui comunica che "notificherà a breve ai propri sindacati il suo programma di ristrutturazione ed esuberi che partirà da luglio 2020".  I piani "saranno soggetti a consultazione, ma interesseranno tutta le compagnia Ryanair Airlines e potrebbero comportare la perdita di un massimo di 3 mila posti di lavoro principalmente di equipaggio di bordo e di cabina".

Possibili anche "congedi non retribuiti e riduzioni salariali fino al 20% e la chiusura di un numero di basi di aeromobili in tutta Europa fino a quando il traffico non verrà ripristinato". Le misure saranno attuate "come risultato diretto della crisi Covid-19", scrive Ryanair.  L'amministratore delegato Michael O'Leary ha concordato una riduzione della sua retribuzione del 50% fino al marzo dell'anno prossimo.