"Il nostro si conferma un settore dinamico, pronto a rispondere in maniera innovativa e puntuale alle esigenze dei consumatori, grazie a un’offerta sempre più completa e virtuosa in termini di sostenibilità ambientale ma anche sociale ed economica". Giulio Romagnoli (nella foto in basso a destra), amministratore delegato di Romagnoli F.lli Spa di Bologna – azienda leader di mercato per la produzione di patate da seme, da consumo e trasformate – parla delle ripercussioni dell’emergenza Covid sul suo settore. Il reparto ortofrutta ha visto le patate protagoniste assolute delle vendite, durante la prima fase di emergenza, con un incremento medio del +25,4% e punte che hanno sfiorato il +28,3%, secondo l’elaborazione di Monitor Ortofrutta Agroter su dati Iri Infoscan Census. Lunga vita di scaffale, costo contenuto, versatilità di utilizzo e obbligo di cottura: sono gli elementi di forza di un prodotto considerato una commodity, ma sul quale si continua incessantemente a fare ricerca e innovazione, come sottolinea Romagnoli. "Il significativo incremento della domanda degli ultimi mesi – spiega – ha avuto importanti ripercussioni sul versante produttivo, con la necessità, da parte delle aziende, di adeguare rapidamente la disponibilità di prodotto". L’incremento delle richieste di patate da parte dei clienti della distribuzione organizzata e della Gd è stato superiore al 30%. Per soddisfare la crescente domanda, ci siamo organizzati con doppi turni, continuando a garantire al personale massimi livelli di sicurezza e un premio di produzione". Una variazione della domanda, quella di patate in Italia, che ha anticipato un trend positivo poi riscontrato anche in altri Paesi europei. "I cambiamenti legati agli effetti connessi al Coronavirus – sottolinea Romagnoli – stanno avendo impatti considerevoli anche per le aziende attive nel settore sementiero e, di conseguenza, sull’intera filiera pataticola in cui la nostra azienda ricopre un ruolo di riferimento. Ci troviamo davanti a una sfida epocale che siamo pronti ad affrontare con impegno e responsabilità".

Responsabilità condivisa e dimostrata dall’intero settore anche sul versante dei prezzi che, durante il picco delle vendite, non hanno subito incrementi ma solo leggere variazioni legate al cambio dell’areale produttivo. "La filiera pataticola – evidenzia Romagnoli – non ha cavalcato in nessun modo l’emergenza, ma ha continuato e continua a lavorare per garantire disponibilità di prodotto, qualità e sicurezza ai consumatori. Il picco di vendite, registrato nei mesi di marzo e nella prima metà di aprile, ha fatto esaurire le scorte di prodotto della precedente campagna con circa un mese di anticipo. Le patate attualmente in commercio sono infatti le ‘Novelle’, un prodotto di alta qualità, proveniente da Sicilia e Puglia, che sarà disponibile fino a fine maggio-prima decade di giugno".

Grande attenzione all’evoluzione del mercato, dunque, per l’azienda Romagnoli ma, in primis – spiega l’ad -, attenzione ai dipendenti, nei confronti dei quali sono state, dall’inizio dell’emergenza Covid-19, adottate tutte le misure di sicurezza e, in favore dei quali, è stata prevista una copertura assicurativa dedicata, finalizzata a garantire supporto nel corso dell’iter di cura da eventuale infezione Covid-19. "In un momento come questo è fondamentale per un’azienda dimostrare vicinanza e sostegno concreto ai lavoratori – spiega Romagnoli –. Oltre che un gesto per tutelare la loro salute, la sottoscrizione della polizza è un modo ulteriore per ringraziare i nostri dipendenti per l’impegno e la dedizione con cui hanno continuato a lavorare".

"Il nostro percorso aziendale – conclude – è dedicato a rendere sempre più sostenibili le produzioni di filiera e a offrire ai consumatori prodotti attenti all’ambiente, come le nuove patate ‘èVita Residuo Zero’, prive di residui di prodotti chimici ammessi per legge e certificate Check Fruit".