Un operaio di una fabbrica addetto alla lavorazione di cavi e fili in rame
Un operaio di una fabbrica addetto alla lavorazione di cavi e fili in rame
di Nicoletta Magnoni La ripresa globale è iniziata. Parola di Doctor Copper. Chi è costui? Non uno scienziato, è solo un grafico ma che la dice lunga. Nel gergo dei mercati delle materie prime il rame (copper in inglese) viene laureato dottore in quanto dà responsi sulla salute dell’economia: è un componente fondamentale negli oggetti della vita quotidiana e nell’energia che muove il mondo, perciò la domanda e i prezzi raccontano come sta il ciclo produttivo. Copper racconta che le sue quotazioni si avvicinano ai massimi di 10 anni fa quando superarono i 10mila dollari a tonnellata. Soglia toccata proprio...

di Nicoletta Magnoni

La ripresa globale è iniziata. Parola di Doctor Copper. Chi è costui? Non uno scienziato, è solo un grafico ma che la dice lunga. Nel gergo dei mercati delle materie prime il rame (copper in inglese) viene laureato dottore in quanto dà responsi sulla salute dell’economia: è un componente fondamentale negli oggetti della vita quotidiana e nell’energia che muove il mondo, perciò la domanda e i prezzi raccontano come sta il ciclo produttivo. Copper racconta che le sue quotazioni si avvicinano ai massimi di 10 anni fa quando superarono i 10mila dollari a tonnellata. Soglia toccata proprio ieri. È in corsa, tanto che gli analisti di Goldman Sachs vedono quota 15mila entro il 2025 e i colleghi di Citigroup pronosticano 12mila dollari nel giro di un anno. Le premesse ci sono: ha chiuso il 2020 con un +47% e, da inizio anno, si è già apprezzata del 20%. I livelli pre-Covid sono ampiamente superati, segno che l’economia sta guarendo. Rame superstar sui mercati, quindi.

L’exploit è legato a fattori contingenti in un pianeta che marcia convinto verso decarbonizzazione e riconversione elettrica. Ma anche senza guardare al futuro, il presente è già di rame: la Cina, che da tempo ha rimesso in moto la macchina produttiva e da sola consuma quasi metà dell’offerta mondiale, sta spingendo forte sulla domanda. Talmente forte che, per far fronte ai temporanei blocchi dell’approvvigionamento causati dalla pandemia arrivata anche nelle miniere, sta facendo incetta di rottami di rame, pagandoli peraltro a prezzi speculativi.

A preoccupare sono soprattutto gli scioperi dei minatori cileni che vogliono mettere mano ai loro fondi pensione con un disegno di legge osteggiato, però, dal presidente Piñera. Il braccio di ferro si preannuncia lungo e peserà a diverse latitudini, considerato che nelle miniere cilene si estrae un quarto della produzione globale. Proprio in Cile, Teck Resources sta lavorando al progetto Quebrada Blanca 2 che, con 15mila addetti, arriverà all’enorme produzione di 316mila tonnellate in media all’anno. Per avere un’idea delle proporzioni: Cobre Panama, miniera nella provincia di Colon tra le più grandi, ha registrato il record di produzione nei primi tre mesi: 82mila tonnellate.

Il metallo rosso è entrato in un superciclo, sostenuto dal pianeta intero. Già, perché da insostituibile conduttore di elettricità e calore, entra nella nostra vita. L’energia pulita è di rame, dai componenti di base delle auto elettriche alle turbine eoliche. "Tutto è rame", dice qualcuno con un entusiasmo visionario ma non troppo. La transizione ecologica è declinata su questo metallo che misurerà la forza geopolitica degli Stati. Le potenze si muovono su questo scacchiere, investendo una buona fetta dei miliardi riversati sui piani di stimolo e di rilancio tra Europa e Usa. "Il rame è il nuovo petrolio" è il mantra che si sente nelle sale di Goldman Sachs. E qualche osservatore si è spinto oltre, vedendo nel suo approvvigionamento una questione addirittura di sicurezza nazionale. L’energia di Doctor Copper sta elettrizzando il mondo.