Fuori il vecchio e dentro il nuovo, senza tanti complimenti. Dopo cent’anni Exxon Mobil esce dall’indice Dow Jones di Wall Street, il più celebre listino del mondo, che include una ristretta élite di 30 società. La stessa sorte è toccata al gigante farmaceutico Pfizer e a Raytheon Technologies. Al loro posto entreranno il fornitore...

Fuori il vecchio e dentro il nuovo, senza tanti complimenti. Dopo cent’anni Exxon Mobil esce dall’indice Dow Jones di Wall Street, il più celebre listino del mondo, che include una ristretta élite di 30 società. La stessa sorte è toccata al gigante farmaceutico Pfizer e a Raytheon Technologies. Al loro posto entreranno il fornitore di software Salesforce.com, la biotech Amgen e il leader dell’automazione Honeywell.

L’espulsione di Exxon, la maggiore società al mondo fino al 2011, è notevole perché riflette il calo delle imprese petrolifere nell’economia americana e l’ascesa di quelle tecnologiche. Ora l’unica società del settore inclusa nell’indice rimane Chevron. Il valore di Exxon Mobil (la ex Standard Oil del leggendario John Davison Rockefeller) è calato molto negli ultimi mesi. Oggi la sua capitalizzazione sfiora i 180 miliardi di dollari, ma solo a inizio anno era sopra i 300 miliardi. Poi la discesa dei valori del greggio ha trascinato al ribasso anche il titolo. Sebbene lontana dai mille o duemila miliardi di dollari dei colossi del web, si tratta sempre di una capitalizzazione imponente.

Il punto è che, a differenza del cugino S&P500, l’indice Dow Jones non decide i suoi membri in base alla capitalizzazione ma sul prezzo delle azioni: più il prezzo è alto, più la società pesa sul listino. Il cambio della composizione, il primo da 7 anni, è stato innescato dal frazionamento azionario di Apple, che ha indotto il listino a rimescolare le carte. La scelta spetta alla redazione del Wall Street Journal, che normalmente sceglie titoli di società che siano stabilmente operanti negli Stati Uniti e che assumano il ruolo di leader nel loro settore produttivo.

Elena Comelli