Una protesta di ristoratori davanti a Palazzo Lombardia a Milano (ImagoE)
Una protesta di ristoratori davanti a Palazzo Lombardia a Milano (ImagoE)
È il primo vero braccio di ferro dentro la maggioranza di unità nazionale e dentro il governo Draghi sulla politica economica e toccherà proprio al premier allentarlo oggi pomeriggio in Consiglio dei ministri. Al centro dello scontro sul decreto Sostegni (che vede grillini, Lega, Forza Italia, da una parte, e Pd e Leu, dall’altra) la sanatoria per le vecchie cartelle e, in secondo piano, anche la proroga del blocco dei licenziamenti. Il provvedimento da 32 miliardi di euro prevedrà innanzitutto l’indennizzo per imprese e professionisti con partita Iva che abbiano avuto perdite nel corso del 2020 di almeno il 30 (e non 33) per cento del fatturato rispetto al 2019. Il contributo medio sarà intorno a 3.700 euro e si punta a farlo arrivare sui conti correnti entro fine aprile. Mentre per gli stagionali l’indennità oscillerà sui 2.400 euro come una tantum. E si proroga il contratto dei navigator per tutto il 2021. Ma è sul...

È il primo vero braccio di ferro dentro la maggioranza di unità nazionale e dentro il governo Draghi sulla politica economica e toccherà proprio al premier allentarlo oggi pomeriggio in Consiglio dei ministri. Al centro dello scontro sul decreto Sostegni (che vede grillini, Lega, Forza Italia, da una parte, e Pd e Leu, dall’altra) la sanatoria per le vecchie cartelle e, in secondo piano, anche la proroga del blocco dei licenziamenti.

Il provvedimento da 32 miliardi di euro prevedrà innanzitutto l’indennizzo per imprese e professionisti con partita Iva che abbiano avuto perdite nel corso del 2020 di almeno il 30 (e non 33) per cento del fatturato rispetto al 2019. Il contributo medio sarà intorno a 3.700 euro e si punta a farlo arrivare sui conti correnti entro fine aprile. Mentre per gli stagionali l’indennità oscillerà sui 2.400 euro come una tantum. E si proroga il contratto dei navigator per tutto il 2021.

Ma è sul versante fiscale e su quello del lavoro che ministri e capi dei partiti non hanno raggiunto la quadra dopo settimane di summit e incontri. In primo piano il cosiddetto stralcio dei vecchi debiti fiscali. "Resta aperto – si legge anche nella bozza del dl fatta pervenire ai partiti – il nodo della cancellazione delle vecchie cartelle: si discute sia del tetto che dell’arco temporale". I grillini, la Lega e Forza Italia, ma anche Italia Viva, spingono per una sanatoria che riguardi le cartelle dal 2000 al 2015, "almeno fino alla soglia di 5mila euro". "Basta ideologie sulle cartelle, non è un condono", osserva la vice ministra al Mef, Castelli. E Matteo Salvini avvisa: "Per la Lega – e per gli italiani, direi – è imprescindibile che ci sia la pace fiscale nel decreto rimborsi, che ci sia la rottamazione di decine di milioni di cartelle esattoriali vecchie, che sarebbero la morte per milioni di famiglie italiane". Dal Pd, invece, si mostra più di una perplessità su quello che i sindacati bollano come un condono. Ma è principalmente da Leu che arriva un secco niet. A Draghi l’ultima parola: il suo orientamento sarebbe quello di fermarsi a 3 mila euro e al 2011.

E sempre a lui toccherà dirimere la controversia sui licenziamenti, anche se in questo caso la soluzione è meno divisiva. La proposta del ministro del Lavoro Andrea Orlando punta a una doppia scadenza: fine giugno per le imprese che possono contare sulla cassa integrazione ordinaria, fine ottobre per le piccole e per quelle dei settori più colpiti. La cassa targata Coronavirus sarà prorogata comunque per tutto il 2021.

Imprese: 5 fasce distinte per fatturato e perdite

Le imprese fino a 10 milioni di euro di fatturato nel 2019 (con perdite nel 2020 di almeno il 30%) riceveranno ristori calcolati sulla media mensile dei ricavi persi e vi si applicherà una aliquota a seconda della dimensione dell’azienda. Sono cinque le fasce individuate: 60% per le imprese fino a 100mila euro di fatturato; 50% tra 100mila e 400mila euro; 40% tra 400mila e un milione; 30% tra uno e cinque milioni; 20% tra cinque e dieci milioni. Vengono così superati i codici Ateco: per questa partita vengono stanziati 11,1 miliardi di euro dedicati a 3 milioni di soggetti che otterranno un bonifico entro il 30 aprile. Il rimborso va da un minimo di mille a un massimo di 150mila euro. I pagamenti partiranno tra l’8 e il 10 aprile.

Pace fiscale: il nodo delle cartelle fino a 5mila euro

Stando alle bozze, nel provvedimento è prevista la cancellazione di oltre 60 milioni di cartelle esattoriali per un totale di circa due miliardi. In particolare, quelle fino a 5mila euro relative al periodo 2000-2015. Ma su questo punto resta il nodo all’interno della maggioranza.

Licenziamenti e Cig: blocco fino a giugno per la cassa ordinaria

Il blocco dei licenziamenti sarà prorogato fino al 30 giugno per i lavoratori che dispongono di cassa integrazione ordinaria. Per tutti gli altri la proroga varrà fino a ottobre. In questo arco temporale il governo dovrà lavorare ad una nuova riforma sugli ammortizzatori sociali.

Reddito di cittadinanza: un miliardo in più Navigator prorogati

Previsto anche il rifinanziamento del reddito di cittadinanza con un miliardo di euro. In questo ambito rientra anche il tema della proroga fino a fine anno per i navigator. Il reddito di emergenza verrebbe allargato come platea, inserendo anche un parziale ristoro per l’affitto.

Turismo: ai musei 400 milioni, aiuti ai centri storici

Quasi un miliardo di euro previsto per il settore del turismo. Nel dettaglio, sarebbero in arrivo 400 milioni per i musei, altri 100 a sostegno del commercio nei centri storici; 150 milioni per il comparto delle fiere internazionali e 100 milioni per il settore del catering.