Matteo Salvini in Aula (ImagoE)
Matteo Salvini in Aula (ImagoE)

Roma, 16 marzo 2019 - Novità per il riscatto della laurea per chi intende accedere a quota 100: anche chi ha più di 45 anni potrà beneficiare delle agevolazioni previste dal decretone legate alla pace contributiva se intende riscattare gli anni di laurea. E' quanto prevede un emendamento della Lega al provvedimento approvato in tarda nottata dalle Commissioni Affari sociali e Lavoro della Camera. Resta comunque il limite temporale del 1996. Possono cioè fruire della prevista detrazione del 50%, infatti, solo coloro che sono "privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995". Chiuso l'esame degli emendamenti, il provvedimento arriverà in Aula lunedì mattina.

Pensioni, riscatto laurea anche per gli over 45. La guida

PENSIONE DI CITTADINANZA IN CONTANTI - Via libera anche alla pensione di cittadinanza in contanti. La pensione potrà essere ritirata alle Poste o in banca anche in contanti e non necessariamente essere caricata - e quindi spesa - sulla card del reddito. Le Commissioni Affari sociali e Lavoro della Camera hanno dato il via libera ad una riformulazione dell'emendamento delle relatrici (Elena Murelli della Lega e Dalila Nesci del M5S) che permette l'erogazione del beneficio pensionistico "mediante strumenti ordinariamente in uso per il pagamento delle pensioni".

NIENTE SCONTI SU BOLLETTA ACQUA - Niente da fare per l'estensione anche alle bollette dell'acqua delle agevolazioni destinate ai beneficiari del reddito e delle pensioni di cittadinanza, già previste per luce e gas. Dall'emendamento delle relatrici al decretone, lo stesso che permette l'erogazione in contanti della pensione di cittadinanza, è stato infatti espunto, spiega una delle relatrici, Elena Murelli (Lega), proprio il comma che prevedeva i nuovi sconti tariffari.

SPUNTA COLF-TAX, POI RITIRATA - Nella notte è spuntata nel decretone anche una nuova tassa su colf e badanti che le relatrici hanno proposto di inserire come copertura per il pensionamento anticipato dei lavoratori gravosi. In una riformulazione di un emendamento M5S fino a quel momento privo di finanziamento, Elena Murelli (Lega) e Dalila Nesci (M5S) hanno avanzato l'idea di un'aliquota al 15% sui rapporti di lavoro domestico, che avrebbe trasformato peraltro i datori di lavoro in sostituti d'imposta. Dopo le proteste del Pd, e una certa confusione anche interna alla maggioranza, l'emendamento è stato poi ritirato.