L’espressione ha il suo fascino: Green new deal. Nella sostanza saranno 260 miliardi di investimenti ogni anno in tutta Europa per sostenere gli impegni imposti dall’Ue: favorire la transizione energetica e contrastare il cambiamento climatico. Trasformazioni che gli operatori dell’energia guardano con grande attenzione in un contesto per sua natura soggetto a cambiamenti normativi.

Per questo Dla Piper – il principale studio legale internazionale presente in Italia con sedi a Milano e Roma – ha convocato operatori ed esperti del settore nella propria sede milanese per l’evento «Facciamo il punto: le novità in materia di rinnovabili ed efficienza energetica». «Assistiamo i nostri clienti nelle autorizzazioni o nei ricorsi, li supportiamo nella fase di sviluppo delle iniziative e nella fase di ottenimento degli incentivi – spiega Germana Cassar, partner di Dla Piper –. E rappresentiamo le esigenze degli operatori alle amministrazioni. Anche nella fase di investimento, siamo in grado di fare le due diligence che sono a supporto sia degli operatori che degli istituti che poi finanzieranno i progetti».

Il mondo degli operatori dell’energia è sicuramente in fermento. L’Unione Europea ha infatti imposto agli stati membri il raggiungimento, in poco meno di 10 anni, di obiettivi sempre più ambiziosi per la decarbonizzazione, intervenendo anche sulle modalità di attuazione dei target. L’Italia, nel rispetto dei termini indicati a livello europeo, ha già presentato il testo definitivo del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima da cui emerge che gli obiettivi possono essere raggiunti con diversi strumenti regolamentari ed economici, in parte già in vigore. Tra i temi al centro dell’attenzione c’è la recente pubblicazione delle graduatorie per l’assegnazione delle tariffe incentivanti alla produzione di energia da fonti energetiche rinnovabili ai sensi del decreto ministeriale Fer 1.

Si registra un grande fermento tra gli operatori anche sul versante grid parity e dei contratti a lungo termine (Power Purchase Agreements) e molto curiosità per la definizione dei Ppa garantiti previsti dal decreto ministeriale 4 luglio 2019, attualmente oggetto di consultazione da parte del Gestore dei mercati energetici. Inoltre, l’aumento della pressione sulle società corporate affinché abbiano migliori credenziali «verdi« e la fine del conto energia, ha visto il numero di progetti di energia rinnovabile esenti da sussidi aumentare di oltre il 1000% dal 2013. «È questa la principale tendenza che riscontro: il mondo delle energie rinnovabili si sta scollegando sempre di più dagli incentivi – afferma Giulio Maroncelli, Partner & Italian Energy Sector Head Dla Piper - con l’eccezione del grande eolico che ancora beneficia degli elevati prezzi aggiudicati nella recente asta GSE. C’è spazio per investimenti e non mancano i fondi che hanno deciso di puntare su queste soluzioni subsidy-free».

Un altro settore che viene guardato con attenzione è quello dell’autoconsumo. Pur mancando ancora una disciplina organica e completa in grado di far decollare l’autoconsumo, esistono già studi e coraggiose normative regionali (come quella piemontese) su come realizzare le comunità energetiche e l’autoconsumo nei condomini.

Ma si punta anche su revamping e repowering degli impianti eolici e fotovoltaici, interventi per i quali alcune regioni hanno già adottato semplificazioni procedurali rilevanti, ma che – secondo DLA Piper – necessiterebbe di un quadro nazionale di semplificazione definito per il contemperamento delle esigenze paesaggistiche e per il superamento degli ostacoli burocratici. «Ci sono, infatti, alcuni ostacoli che spesso mettono in discussione questi investimenti – precisa Germana Cassar –. I vincoli paesaggistici, a volte, impediscono lo sviluppo di queste iniziative. Il secondo aspetto da sottolineare è la mole di litigiosità che abbiamo in Italia. I contenziosi, spesso, rischiano di rallentare in modo consistente lo sviluppo di tali progetti. Le regole dovrebbero contenere deroghe ai vincoli paesaggistici».