19 feb 2022

Bollette e rincari, anche la birra è più amara

L’allarme del ceo di Heineken: "Con queste bollette ci tocca far salire i prezzi". Possibile un aumento del 15%

andrea bonzi
Economia
Un momento dell’Oktoberfest a Monaco di Baviera: tempi duri per i bevitori di birra, i costi di produzione salgono
Un momento dell’Oktoberfest

D’oh! L’espressione di disappunto di Homer Simpson, il giallo protagonista del cartoon di Matt Groening, grande bevitore di birra, è più che giustificata. Il mondo del malto fermentato è scosso dalle parole del ceo di Heineken, Dolf Van den Brink, che ha annunciato una "coraggiosa politica di aumenti" per rispondere ai "prezzi folli" alla produzione dovuti all’aumento delle bollette e delle materie prime, che si ripercuotono su tutta la filiera. "Non ho mai visto nulla del genere in 24 anni – si è lamentato Van den Brink al Financial Times –. Non esistono modelli previsionali che possano gestire questo tipo di inflazione. È semplicemente fuori scala, cerchiamo di indovinare quale impatto ci sarà sui volumi a causa di tutti questi rincari".   Terminale ultimo, i consumatori. Che potrebbero veder aumentare il costo della bottiglia/lattina del loro alcolico preferito del 15-20%, prefigurano gli esperti. Ci si aspetta un effetto a catena su tutto il settore: il colosso con sede ad Amsterdam, primo in Europa e secondo al mondo (dopo la fusione tra la belga AB-InBev e la britannica SABMiller), produce 200 milioni di ettolitri di birra all’anno ed è proprietaria dei 250 marchi, tra cui Amstel, Affligem, Murphy’s, Birra Moretti e Ichnusa.   Attualmente, nei pub, una pinta costa circa 6 sterline a Londra e 9 dollari a New York, in Italia – per un bicchiere medio – siamo attorno ai 5-6 euro. La birra è la bevanda alcolica più diffusa al mondo: costituisce il 42% del totale dei prodotti venduti, con un giro d’affari complessivo di 550 miliardi (secondo l’ultimo Wine Report di Cross Border Growth Capital). Le aziende – nonostante i buoni conti dell’anno di Heineken – non sono ancora del tutto uscite dalla spirale recessiva causata dalla pandemia, che ha impattato violentemente sul settore. In Giappone, ad esempio, ...

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