di Claudia Marin Il governo tenta di correre ai ripari e di fronteggiare il ritorno drammatico della pandemia con l’annuncio di altre 18 settimane complessive di cassa integrazione (connesso al blocco dei licenziamenti). Ma il rischio di un peggioramento della congiuntura economica e sociale, per effetto della nuova emergenza, c’è tutto. Anche se in serata Standard&Poor’s conferma il rating BBB all’Italia migliorando le previsioni:...

di Claudia Marin

Il governo tenta di correre ai ripari e di fronteggiare il ritorno drammatico della pandemia con l’annuncio di altre 18 settimane complessive di cassa integrazione (connesso al blocco dei licenziamenti). Ma il rischio di un peggioramento della congiuntura economica e sociale, per effetto della nuova emergenza, c’è tutto. Anche se in serata Standard&Poor’s conferma il rating BBB all’Italia migliorando le previsioni: l’outlook infatti passa da ’negativo’ a ’stabile’. Ma l’agenzia avverte: il Pil italiano non tornerà ai livelli dell’anno scorso prima del 2023.

Le stime dell’Ufficio parlamentare di bilancio, tuttavia, non sono incoraggianti: i nuovi contagi potrebbero far chiudere l’anno con un Pil 2020 in drammatico calo, meno 12%. Una voragine che farebbe crollare anche le previsioni per il rimbalzo del 2021. Insomma, "il futuro – avvisano dall’Upb - è appeso agli effetti della seconda ondata". Il rischio concreto è quello di una doppia recessione, come nella grande crisi finanziaria. Un pericolo che renderebbe vano il rimbalzo del III trimestre (+12% secondo l’Upb).

L’impatto della fiammata dei contagi su quella variazione "appena positiva" porta inevitabilmente al segno meno: potrebbe andare dal -3% al -8%. Il Pil 2020 perderebbe altri 2 punti, "ma gli effetti sarebbero maggiori sul 2021". Altro che +6%, come previsto nella Nota di aggiornamento.

Questo rimetterebbe in discussione l’impalcatura dei conti pubblici, con l’Upb che si aspettava già prima un debito al 160%. E renderebbe non solo inevitabile un intervento ulteriore della Bce, ma anche un incremento notevole delle risorse del Recovery Fund. Il governo ha rafforzato le misure della manovra: in campo altre 10 settimane di Cig Covid, con conseguente blocco dei licenziamenti (anche se i sindacati spingono per un periodo più lungo), da mobilitare con un decreto per garantire una copertura dal 16 novembre al 24 gennaio. Mentre altre 8 settimane di cig saranno previste in manovra.

Per sostenere le assunzioni si lancerà, oltre agli sgravi triennali per gli under 35, "una decontribuzione al 100% per 3 anni a chi assume donne disoccupate al Sud o da almeno 24 mesi su tutto il territorio nazionale", anticipa il ministro Nunzia Catalfo.