Bruno Villois Il modello vaccinale Usa sta riscuotendo un ottimo risultato. Oltre il 40% degli americani è già stato vaccinato. Il Pil dovrebbe salire di oltre il 6%, limando al minimo lo scostamento con quello ante pandemia. Avvicinandosi così alla crescita della Cina, che insieme agli altri 13 Stati dell’Asia-Pacifico, coagulati in un...

Bruno

Villois

Il modello vaccinale Usa sta riscuotendo un ottimo risultato. Oltre il 40% degli americani è già stato vaccinato. Il Pil dovrebbe salire di oltre il 6%, limando al minimo lo scostamento con quello ante pandemia. Avvicinandosi così alla crescita della Cina, che insieme agli altri 13 Stati dell’Asia-Pacifico, coagulati in un progetto comune, sta puntando a un aumento del Pil dell’8-9%. Dietro questi risultati ci sono politiche espansive dei governi. Prima Trump e ora Biden hanno pompato nel sistema socio-economico oltre 10 trilioni di dollari. La politica monetaria cinese è stata particolarmente accomodante, puntando su investimenti e creazione di posti di lavoro. Ben diversa la situazione in Europa, Germania compresa. Il programma vaccinale va a rilento e nelle tre maggiori economie persistono i contagi che impongono lockdown fino a maggio, con la conseguenza di bloccare il commercio. La ripresa al galoppo di Cina e Usa dovrebbe dare un impulso ragguardevole alla Germania e di riflesso alla nostra manifattura. L’incidenza che l’Italia potrebbe ottenere dalle impetuose crescite americane e cinese dovrebbe superare il punto percentuale di Pil, ma inciderebbe, se non marginalmente, sulla ripresa dell’occupazione, in forte rallentamento per il blocco di commercio e servizi. Questi settori avrebbero bisogno di un corposo rilancio del turismo internazionale verso casa nostra. Ma questa ipotesi si sposta ogni giorno in avanti. Importante che la nostra industria della componentistica sia in grado di approvvigionarsi di materie prime che iniziano sia a scarseggiare che a crescere di prezzo. Tocca alla nostra politica estera evitare costi e rallentamenti che minerebbero il futuro di settori fondamentali.