Il mercato è in stallo e i pronto moda di Prato, almeno quelli gestiti dagli orientali, non hanno alcuna intenzione di riprendere la produzione almeno fino al 18 maggio, quando i negozi di abbigliamento torneranno ad aprire. È un distretto a diverse velocità quello di Prato, che conta circa 3.500 confezioni, di cui oltre 3.000 a conduzione cinese. A sottolinearlo è Andrea Cavicchi, presidente sezione moda di Confindustria Toscana Nord. "Ci sono confezioni italiane che lavorano in maniera programmata, mentre la maggior parte di quelle gestite da imprenditori orientali sono ferme perché il mercato è in stallo.

"I pronto moda del Macrolotto 1 sono vuoti e ancora non si è tornati a vedere circolare i classici furgoncini che, provenienti da ogni parte d’Italia ma anche da Francia, Spagna, Polonia, Germania, vengono qui a per fare acquisti da esporre negli scaffali dei negozi. Quei mercati sono fermi e anche i pronto moda cinesi hanno deciso di aspettare".

La conferma arriva anche dal portavoce di Cna World China, Wang Liping: "Non è conveniente per noi tornare a produrre già oggi perché mancano gli ordini. Nel frattempo ci dedichiamo alla sanificazione delle aziende". "La ripartenza delle confezioni avverrà lentamente – conclude Cavicchi –. Probabilmente in futuro lavoreremo con ritmi diversi, che renderanno le settimane di luglio e le prime due di agosto fondamentali. Il futuro non si presenta roseo: si parla di una perdita di fatturato di circa il 40%".

s. b.