È nata a Busto Arsizio circa 26 anni fa e ha un fatturato che cresce a un ritmo del 10% all’anno. Ecco il biglietto da visita di Reti, società specializzata nella consulenza e nei servizi legati al settore dell’information technology, che supporta le aziende nel processo di digitalizzazione del business e che ha deciso di quotarsi sull’Aim, il mercato di Borsa Italiana dedicato alle pmi e alle aziende con un elevato potenziale di sviluppo.

Se la procedura andrà in porto, Reti sarà dunque una delle prossime matricole di Piazza Affari e sbarcherà sul mercato esclusivamente attraverso un aumento di capitale, senza che gli attuali soci vendano le loro quote. Gli obiettivi della quotazione, che avverrà a un prezzo compreso tra 1 e 1,2 euro ad azione, sono principalmente tre. Il primo è effettuare eventuali acquisizioni. Il secondo è sostenere le attività di ricerca e sviluppo. Terzo obiettivo: crescere per linee interne, potenziando la propria rete di vendita, stringendo alleanze con potenziali partner, investendo nelle risorse del personale e sviluppando il Campus Tecnologico dell’azienda. Si tratta di un laboratorio interno di innovazione e ricerca in centri di competenza su tecnologie emergenti.

È il caso per esempio dell’intelligenza artificiale che sta alla base della robotica e dell’automazione oppure del cloud computing, che che permette di elaborare, archiviare e memorizzare dati attraverso l’utilizzo di risorse distribuite sul web. Senza dimenticare poi l’internet of things (IoT).

La particolarità di Reti, più che l’essere una delle tante aziende del comparto tecnologico made in Italy, è soprattutto un’altra: si tratta di una Società Benefit o Benefit Corporation (B-Corp). Con questa espressione la business community identifica una forma particolare di azienda che, come tutte le imprese, opera con uno scopo di lucro ma è caratterizzata da un elevato livello di trasparenza e di accountability, cioè di responsabilità da parte degli amministratori nell’utilizzo delle risorse finanziarie. Per avere lo status di Società Benefit bisogna possedere determinati requisiti previsti dalla legge: le finalità sociali dell’attività, per esempio, devono essere indicate nell’atto costitutivo dell’impresa (o nell’oggetto sociale). Inoltre, Reti ha intrapreso il percorso per ottenere a livello internazionale la qualifica B-Corp. Negli Stati Uniti esiste infatti un’organizzazione no profit e indipendente che si chiama B Lab e che rilascia una certificazione di Benefit Corporation a tutte quelle aziende che rispettano appunto rigorosi standard di responsabilità sociale e di trasparenza del business. "Siamo la prima Società Benefit del settore dell’information technology che si quota sull’Aim – ha dichiarato Bruno Paneghini (nella foto), presidente e ad di Reti – mettiamo a disposizione dei nostri clienti oltre 25 anni di esperienza e offriamo soluzioni all’avanguardia. La quotazione rappresenta per noi un’opportunità per accelerare ulteriormente il nostro percorso di crescita, aprendo il capitale a tutti coloro che, credendo nel nostro progetto, intendono condividere con noi il nostro ruolo di innovatori".

La futura matricola di Piazza Affari ha inoltre pubblicato il primo Esg Report, un documento in cui evidenzia il proprio impegno sul fronte della responsabilità sociale, della salvaguardia dell’ambiente e nella tutela degli stakeholder. Secondo i dati dell’ultimo bilancio, Reti ha registrato ricavi per 21 milioni di euro, in crescita del 10% rispetto al 2018, con un ebitda (margine operativo lordo) di 2,2 milioni.

Andrea Telara