Seduta pesante in Borsa per Tim che lascia sul terreno il 7,37% a 0,43 euro. Il titolo paga il pressing a fare presto per uscire dall’impasse e i dubbi del Governo sulla Rete Unica insieme all’ipotesi del ministro per l’Innovazione e la Transizione Digitale Vittorio Colao (nella foto) che spinge sulla...

Seduta pesante in Borsa per Tim che lascia sul terreno il 7,37% a 0,43 euro. Il titolo paga il pressing a fare presto per uscire dall’impasse e i dubbi del Governo sulla Rete Unica insieme all’ipotesi del ministro per l’Innovazione e la Transizione Digitale Vittorio Colao (nella foto) che spinge sulla copertura ultra-broadband con 5GFWA.

A spiegare il forte arretramento del titolo di ieri anche il fatto che si trattasse del cosiddetto giorno delle quattro streghe, con la scadenza di molti contratti future e opzioni su indici e azioni, un appuntamento tecnico che ha alimentato la volatilità dei mercati e così è stato anche per Milano. Ma non c’è dubbio che la partita politica intorno alla rete unica sia stata la causa principale del tonfo in Borsa di Tim.

In una nota diffusa ieri tra i deputati del M5S si legge che "la rete unica è un’occasione da cogliere per agganciare il treno della digitalizzazione e fornire a tutti gli italiani una connessione internet all’altezza. Tuttavia, trattandosi di una infrastruttura strategica è doveroso che lo Stato prenda in mano la regia dell’operazione e detenga attraverso Cassa Depositi e Prestiti il pacchetto di maggioranza relativa della società che uscirà dalla eventuale fusione di Open Fiber e Telecom".

Ma è proprio questa eventualità che il mercato non apprezza. Nei mesi scorsi, quando sembrava che l’operazione sulla rete unica potesse realizzarsi solo in capo a Tim, il titolo era stato premiato. Ma adesso l’iniziativa è di nuovo in mano alla politica e l’incertezza non è un buon incentivo a comprare azioni.