John Elkann (Imagoeconomica)
John Elkann (Imagoeconomica)

Roma, 3 dicembre 2019 - John Elkann si prende il gruppo Espresso-Repubblica, rilevando tutta la partecipazione della famiglia De Benedetti al prezzo di 102,4 milioni di euro. Il ritorno sul mercato editoriale italiano della dinastia dell’auto ha riscosso ieri gli applausi di Piazza Affari, che ha mandato alle stelle le azioni del gruppo Cir (+12,2%) e spinto in alto quelle di tutto il comparto, in una ventata di fiducia in controtendenza con il mercato.

Il riassetto varato ieri dal cda di Cir comporta la cessione a Exor del 43,8% di Gedi, il gruppo editoriale che controlla La Repubblica e L’Espresso insieme a tre radio e ad altri quotidiani locali, a partire da La Stampa e il Secolo XIX, al prezzo di 0,46 euro per azione. Venerdì scorso, Gedi (ieri sospesa in Borsa dalla Consob) valeva 0,28 euro per azione, per una capitalizzazione complessiva di 144 milioni (63 la quota comprata), mentre l’offerta di Exor la valorizza a 233 milioni.

Exor, che per l’operazione farà impiego di mezzi propri, dopo il closing lancerà un’Opa sul resto delle azioni di Gedi. "Cir intende reinvestire nella nuova società, al valore corrispondente al prezzo dell’Opa, acquisendo una quota pari al 5% di Gedi in trasparenza, al fine di accompagnare l’evoluzione della società editoriale nei prossimi anni", comunica la società. In questo modo i fratelli Marco e Rodolfo De Benedetti non usciranno del tutto dall’editoria e dal gruppo.

"Passiamo il testimone ad un azionista di primissimo livello, che da più di due anni partecipa alla vita della società, che conosce l’editoria e le sue sfide, che in essa ha già investito in anni recenti", ha commentato il presidente di Cir, Rodolfo De Benedetti.

"Con questa operazione ci impegniamo in un progetto imprenditoriale rigoroso, per accompagnare Gedi ad affrontare le sfide del futuro", ha detto John Elkann, numero uno di Exor. E ha aggiunto: "Exor assicurerà la stabilità necessaria per accelerare le trasformazioni tecnologiche e organizzative. Il giornalismo di qualità ha un grande futuro, se saprà coniugare autorevolezza, professionalità e indipendenza".