Andrea Telara

MILANO

«QUESTA volta mi sono fatto fregare veramente». Il signor Matteo, risparmiatore della provincia di Forlì e Cesena, si sfoga così sulle pagine del sito web dell’associazione dei consumatori Aduc. Anche Matteo, come molti aspiranti investitori italiani e stranieri, ha infatti versato un po’ di soldi (qualche migliaia di euro in tutto, a sentire lui) in un conto di trading online di 2dots, fantomatico broker che ha un portale internet in diverse lingue (compreso l’italiano) e una sede dichiarata nella Repubblica di Vanatu, nell’Oceano Pacifico, praticamente dall’altra parte del modo. Peccato, però, che 2dots sia in realtà una società abusiva, cioè priva delle dovute autorizzazioni a operare in Italia.

A METTERE in guardia gli investitori, con una delibera del giugno scorso, ci aveva pensato la Consob, la commissione che vigila sui mercati finanziari. L’authority aveva infatti diramato un avviso in cui specificava che il sito www.2dots.com non ha le carte regola per offrire servizi finanziari nel nostro Paese. Eppure, il signor Matteo ci è cascato lo stesso. Ma è in buona compagnia. Sono infatti molte le segnalazioni che giungono ogni giorno alle sigle di consumatori come l’Aduc, da parte di risparmiatori che dichiarano di aver ricevuto offerte dai broker più strampalati, i quali propongono investimenti con il trading online, la compravendita di azioni, bond e prodotti derivati attraverso internet. Molti di questi operatori promettono pure rendimenti mirabolanti a due o tre cifre, nell’arco di poche settimane o mesi. Si tratta però di broker che operano nella più completa illegalità poiché, a differenza di molti altri intermediari con le carte in regola, sono appunto privi di un’autorizzazione della Consob.

IL FENOMENO dell’abusivismo finanziario, dietro al quale si celano spesso vere e proprie truffe, si è ingigantito come un fiume in piena negli ultimi decenni, man mano che l’accesso a internet è diventato sempre più diffuso tra la popolazione. Per difendersi da questo fenomeno, è sufficiente un po’ di buon senso. Basta cioè informarsi nel sito web della Consob (www.consob.it) dove è consultabile l’elenco delle sim e delle imprese di investimento autorizzate a operare in Italia. Lo stesso sito della Consob, ogni settimana pubblica i nomi di broker online abusivi che vengono scovati in tutto il mondo dalle principali authority internazionali che vigilano sui mercati finanziari.

PROTEGGERSI dalle truffe o dalle offerte di operatori poco affidabili, dunque, non è di per sé difficile. Molto più complicato, se non quasi impossibile, è riuscire a recuperare i soldi investiti, non appena succedono inghippi con qualche broker abusivo. Poiché si tratta di fantomatici intermediari con sedi poste in paesi molto lontani dall’Italia, non è facile stabilire a quale legislazione sono sottoposti. Ed è difficile pure individuare eventuali responsabili o avviare delle rogatorie internazionali, nel caso di accertata sottrazione indebita dei soldi.

NEGLI ultimi mesi, i poteri della Consob in questi campi sono cresciuti. Con l’entrata in vigore del Decreto Crescita, approvato nel giugno scorso, l’authority può ordinare alle imprese di telecomunicazioni che offrono servizi di connettività a internet di oscurare in Italia i siti web dei broker abusivi. Nel mare magnum della rete, però, le offerte truffaldine spuntano ogni giorno come funghi e tenere sotto controllo un fenomeno così diffuso è un’impresa titanica. I risparmiatori, insomma, devono anche proteggersi da soli con un po’ di avvedutezza.