Reddito di cittadinanza, la situazione
Reddito di cittadinanza, la situazione

Roma, 24 gennaio 2020 - Hanno trovato lavoro fino a oggi non più di 29 mila al massimo 30 mila percettori del Reddito di cittadinanza su una platea di poco meno di 815 mila potenziali lavoratori: una percentuale che supera di poco il 3,5 per cento. Una cifra che da sola certifica il fallimento dell’intervento come strumento ponte tra la disoccupazione e il lavoro. Ma il flop è anche più clamoroso se si considera che solo una quota minima (che potrebbe essere anche pari a zero nel vuoto dei dati specifici forniti) dei neo-occupati ha trovato un’opportunità di ingaggio attraverso le attività dei navigator, dei centri per l’impiego o dell’Anpal. E, dunque, al buco nero del sussidio si aggiunge quello dell’apparato pubblico dei servizi che avrebbe dovuto supportare l’operazione. 

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Ma andiamo con ordine. Gli ultimi dati disponibili di fonte Inps indicano che i nuclei destinatari del Reddito di cittadinanza sono pari a 915.600, con 2.370.938 persone coinvolte. Altri 125.862 nuclei comprendono i percettori della Pensione di cittadinanza, con 142.987 persone interessate.

Ora, a fronte dei 915 mila e 600 nuclei richiedenti il sussidio e dei circa 2,4 milioni di persone che rientrano in quelle famiglie, sono state individuate (a dicembre 2019) circa 791 mila persone avviabili al lavoro, stimabili in poco meno di 815 mila a gennaio. Questo numero rappresenta il bacino potenziale di soggetti (direttamente richiedenti o comunque beneficiarie del reddito nell’ambito del nucleo interessato) che risultano occupabili.

Ebbene, rispetto a questo ampio gruppo di persone potenzialmente destinatario di una offerta di lavoro, solo il 53 per cento (pari a circa 423 mila persone), a dicembre scorso, era stato convocato per il primo colloquio presso i centri per l’impiego: si tratta del primissimo passaggio della procedura. I primi colloqui hanno riguardato 331 mila persone. E, al termine di questa fase, le persone effettivamente pronte per essere avviate al lavoro erano 264 mila, rispetto a un ammontare complessivo dei beneficiari avviabili al lavoro di 791 mila unità a dicembre 2019 e stimato in circa 815 mila a gennaio.

Nel complesso, a dicembre come a gennaio, il 70 per cento dei beneficiari del Reddito non è, dunque, ancora arrivato a stipulare il patto di servizio che è il momento a partire da quale si dovrebbero cominciare ad attivare tutte le misure per favorire l’accesso al lavoro. 

Il pessimo risultato concreto è presto detto. Al 18 dicembre dall’Anpal hanno fatto sapere che tra i beneficiari del sussidio solo 28.700 persone risultavano aver trovato un’occupazione. Si stima che a gennaio si sia arrivati a circa 30 mila. Parliamo, su una platea di 815 mila soggetti avviabili al lavoro, di circa il 3,5-3,7 per cento. Non basta. Si tratta, in realtà, di assunzioni non necessariamente riconducibili alle azioni concrete messe in atto da navigator, centri per l’impiego e Anpal per favorire l’inserimento occupazionale dei beneficiari della misura. Non è un caso che nelcomputo degli occupati siano state comprese  le assunzioni a partire da aprile 2019, prima del reclutamento dei navigator. E che dall’Anpal non siano stati pubblicati i dati sulla quota di soggetti beneficiari del Reddito presi in carico e inseriti in qualche attività di incontro domanda e offerta, che hanno effettivamente trovato un lavoro.

E, d’altra parte, proprio il creatore ed ex presidente dell’Anpal, Maurizio De Conte, di fronte alla successiva gestione dell’Agenzia in epoca giallo-verde e giallo-rossa ha spiegato senza mezzi termini: "Realizzare una infrastruttura nazionale di servizi per il lavoro efficaci è operazione complessa e richiede una pianificazione di lungo periodo. Si sarebbe dovuto stabilire un crono-programma in più fasi, partendo dalla analisi delle specificità territoriali del Paese, investendo in strutture fisiche e informatiche, potenziando il personale sia in termini quantitativi che in termini di competenze. Invece si è preferita la scorciatoia dei navigator e della app. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti, in primo luogo dei cittadini che ogni giorno si recano presso i centri per l’impiego".